Arik Einstein, una delle figure più importanti del panorama musicale israeliano, è morto questa mattina all'età di 77 anni dopo essere stato colpito da un aneurisma aortico: secondo quanto riferito dai primi lanci d'agenzia, l'artista si sarebbe sentito male nella sua abitazione di Tel Aviv. Immediatamente portato al vicino ospedale Sourasky Medical Center, il cantante è stato dichiarato morto dai medici poco dopo l'arrivo nella struttura.
Titolare di oltre quaranta album da studio nel corso della sua carriera, noto anche per aver preso parte alle riprese di film e produzioni televisive, Einstein ha collaborato con alcuni dei personaggi più noti del paese come Shalom Hanoch, Miki Gabrielov e Yoni Rechter, consegnando agli annali successi come "Ani veata", "Uf gozal" e "Sa leat". Ritiratosi dalle scene nel 1980 dopo essere rimasto vittima di un grave incidente stradale, la voce era rimasta sporadicamente attiva fino al 2011, quando aveva diffuso un brano inedito in occasione del rilascio di Gilad Shalit, soldato dell'esercito israelino rimasto ostaggio di Hamas dal 2006.
"Arik è stato il più grande", lo ha ricordato il primo ministro Benjamin Netanyahu: "Siamo tutti cresciuti con le sue canzoni. Lui era Israele. Era un ottimo cantante e una splendida persona. Oggi piangiamo la scomparsa di un gigante". "Le sue canzoni sono state la colonna sonora di un paese", gli ha fatto eco il presidente Shimon Peres.
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27/11/2013