NEWS   |   Italia / 27/11/2013

Franco Battiato: 'In Tibet per un documentario sulla morte (e apprezzo Zalone)'

Franco Battiato: 'In Tibet per un documentario sulla morte (e apprezzo Zalone)'

Reduce dalla conferenza stampa di presentazione della sua ultima fatica discografica, l'album dal vivo con Antony Hegarty dal titolo "Del suo veloce volo", questa mattina Franco Battiato ha incontrato gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; l'incontro si è tenuto nell'ambito della manifestazione "L'atto creativo" e ha visto l'artista parlare del concetto di "creatività" e di tutte le sue possibili declinazioni.

"Ho sempre sostenuto l'esistenza di una stretta connessione tra le varie arti, dalla musica alla poesia, passando per il cinema. D'altronde, la mia carriera non è altro che un lungo percorso di ricerca e sperimentazione", ha dichiarato all'inizio del dibattito con gli studenti il cantautore catanese, "Tra tutte le arti, la musica è quella che arriva sempre ultima a descrivere determinate situazioni. Forse è un pregio, perchè rispetto alla pittura e alla poesia riesce a trarre ispirazione proprio da quegli eventi. Musica e cinema, in particolar modo, sono due arti legate tra loro da un forte rapporto; la prima, a servizio dell'immagine, può servire fortemente. La musica per film esiste solo quando è autonoma. Ci sono compositori di colonne sonore americani che hanno la stessa capacità di comporre dei musicisti classici della nostra tradizione. Personalmente, ho accettato pochissime offerte cinematografiche: tra tutte quelle che mi sono pervenute, solo alcune mi hanno veramente convinto. Una volta, ad esempio, mi invitarono a comporre la colonna sonora per un film di vampiri; mi avrebbero dato ben 400.000 euro, neanche poco, ma ho rifiutato perchè non ho mai apprezzato il genere".

L'incontro al Centro Sperimentale ha rappresentato anche l'occasione giusta, per Franco Battiato, per promuovere il suo nuovo progetto, "Attraversando il bardo" (un documentario sulla morte): "Mi è stata commissionata la realizzazione di un documentario sulla morte; un operaio di Palermo ha messo a disposizione 50.000. È un progetto, questo, che arriva al momento giusto", ha dichiarato al proposito l'artista, "Il 30 novembre partirò per Katmandu e raggiungerò un monastero nel quale realizzerò una serie di interviste ad alcuni monaci tibetani. Sono gli unici che, con le loro teorie, sanno descrivere alla perfezione cosa c'è dopo la morte. E a volte, leggendo i loro libri, mi chiedo: 'Ma come si fa ad essere atei?'. Ecco da dove nasce il mio disprezzo per il mondo della scienza e della fisica quantistica".

Nel corso del dibattito, il cantautore ha espresso anche i propri giudizi sul mondo del cinema e sulle nuove tecnologie ad oggi utilizzate per girare film: "Il 90% delle produzioni cinematografiche è una vera e propria spazzatura a livello tecnico. Non credo tuttavia che il cinema sia nato davvero alla fine dell''800; è la nostra mente il vero cinema, è la nostra mente che ha creato il nostro Universo. Apprezzo alcune delle nuove tecnologie cinematografiche in quanto permettono di superare l'effimero del set. I temi, però, restano sempre quelli: il matrimonio, la gelosia. Insomma, stiamo vivendo una vera e propria fase di ristagno creativo per quanto riguarda i temi delle pellicole. Quanto ai registi, apprezzo davvero molto Fellini, Buñuel, ma anche registi comici come Woody Allen e Checco Zalone o, più in generale, tutti quei film capaci di insegnare qualcosa", ha rivelato sorridendo Battiato. Per poi aggiungere: "A dire il vero, se c'è una cosa del nuovo modo di fare cinema che non apprezzo per niente è il 3D; ho avuto modo di assistere alla proiezione di uno dei primi film girati in 3D qualche anno fa, a New York, e ricordo che la mia vista fu talmente disturbata che mi tolsi gli occhialetti e li gettai a terra".

Inevitabile (visto il titolo della manifestazione) una riflessione, da parte dell'artista, sull'atto creativo: "L'atto creativo lo fa l'ispirazione, si tratta di un dono subordinato alle energie che lo trascendono. Non sempre l'atto creativo è qualcosa che deve essere consumato. Negli anni '70, ad esempio, facevo musica che nessuno consumava. Malgrado questo, quella musica lì è stata quella che ha influenzato di più la cultura italiana degli ultimi cinquant'anni. Non mi interessa più di tanto il giudizio del pubblico: io faccio la mia carriera, i miei studi, poi chi vuole seguire il mio percorso è il benvenuto. Dalla mi diceva sempre 'Tu ti fai inseguire, io inseguo'. Come nasce una canzone di Battiato? Beh, a dire il vero non seguo vere e proprie regole quando compongo i miei brani. A volte scrivo prima la musica, ed è molto difficile poi inserire le parole. Quando invece viene prima il testo, questo ha già una sua musicalità. Ecco perchè il più delle volte scrivo prima i testi e poi la musica. Altre volte ancora metto le mani sul pianoforte alla ricerca di qualcosa e da quel qualcosa si apre un varco", ha dichiarato il cantautore catanese.

Tra i momenti più belli ed interessanti del dibattito, una riflessione sui luoghi della riproducibilità della musica: "Non ho mai frequentato le discoteche", ha affermato Battiato, "Soprattutto perchè mi disturba quel suono e quella confusione. Per alcuni è un luogo necessario, in quanto in molti hanno paura di riconoscersi. Così si ritrovano ad annullarsi in quella specie di ottundimento. Invece, ognuno deve avere invece il coraggio di guardarsi dentro. Io sono per il miglioramento".

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