Diritti connessi, Nuovo Imaie blocca in tribunale i pagamenti SCF

Ancora polemiche e acque agitate sul fronte della gestione dei "diritti connessi" per conto degli artisti, dopo la liberalizzazione del settore votata dal Parlamento italiano all'inizio del 2012. Nei giorni scorsi due delle tre società abilitate all'esercizio dell'intermediazione e iscritte al registro previsto dal Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Itsright e SCF (Consorzio che raccoglie i diritti per conto dei produttori fonografici accantonando il 50 per cento delle somme a favore degli artisti), avevano sottoscritto un primo accordo per la distribuzione dei diritti di competenza; l'intesa ha però acuito la frattura con il Nuovo Imaie, ente succeduto a quell'Imaie che prima di quest'anno esercitava la rappresentanza della categoria in regime di monopolio e che ora ha deciso di bloccare i pagamenti per via giudiziaria.

In una lettera aperta pubblicata sull'edizione odierna del Corriere della Sera e rivolta alle istituzioni (titolo: "Non è liberalizzazione. E' solo CAOS!") l'ente mutualistico - puntualizzando di rappresentare oltre 360 mila artisti italiani e internazionale - sostiene che "il settore è paralizzato", dopo che "la principale associazione di categoria dei produttori discografici (cioè SCF) ha assunto iniziative non in linea con lo spirito della legge sulla liberalizzazione, che sancirebbero un insanabile conflitto con i diritti degli artisti". Di qui, aggiunge, la decisione di ricorrere alla magistratura "che, sia pur in via cautelare, ha bloccato le somme, di spettanza degli artisti", giacenti presso la stessa SCF, "per evitare che potessero essere erogate a soggetti intermediari diversi da quelli scelti dagli artisti aventi diritto". Il Nuovo Imaie conclude il suo messaggio invitando governo e Parlamento a intervenire e a stabilire regole certe "per salvaguardare tutti coloro che lavorano in un settore così importante per la rinascita del nostro Paese".

"Con il blocco delle somme dovute agli artisti da parte di SCF si genera il paradosso per il quale l'ex monopolista nel settore, invece di favorire una rapida distribuzione dei denari incassati da radio, televisioni e pubblici esercizi nel 2012 e nel 2013, bloccherà per anni tali diritti nel tentativo di affossare la concorrenza tra società di collecting in Italia", ha reagito il presidente del Consorzio Fonografici Enzo Mazza, sottolineando che la stessa agenzia di collecting "solo nell'ultimo anno, per i periodi fino al 2011, ha ripartito ancora al vecchio Imaie in liquidazione oltre 3 milioni di euro e al Nuovo Imaie 10,2 milioni di euro di diritti di artisti musicali". SCF, ricorda Mazza, ha proposto tanto a Nuovo Imaie che a Itsright un accordo "per portare in distribuzione altri 19 milioni di euro incassati con riferimento a periodi di competenza successivi al 1° gennaio 2012, quindi successivamente alla liberalizzazione del settore. Si trova invece oggi di fronte a un'iniziativa giudiziaria di Nuovo Imaie che impedirà di fatto agli artisti di ricevere quanto dovuto: una situazione assurda di abuso di posizione dominante sulla quale invitiamo anche l'antitrust a indagare".

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