Ligabue presenta 'Mondovisione': 'Un album piuttosto rock' - La videointervista

Ligabue presenta 'Mondovisione': 'Un album piuttosto rock' - La videointervista

Sentimenti e indignazione sono i temi portanti di “Mondovisione”, il primo disco di inediti in oltre tre anni di Ligabue, in uscita martedì 26 novembre. Luciano ha radunato la stampa, un centinaio di giornalisti, a Milano per presentare l’album, 14 brani (di cui 2 brevi strumentali). Dopo Corrado Rustici, alla produzione c’è Luciano Luisi, membro della band (assieme ai componenti della formazione consolidata negli ultimi anni: Bossini, Poggipollini, Rastegar, Urbano), per un album inciso a Correggio e mixato a Milano da Pino Pischetola che Luciano definisce quello con “la lavorazione più lunga della mia carriera”, inciso nel corso dell’ultimo anno. “Luciano è un po’ il capo del gruppo”, dice di Luisi Ligabue. “Abbiamo capito che quel metodo poteva funzionare anche in studio, non solo sul palco. Volevo fare un disco che avesse il suono del mio gruppo attuale. Volevo un disco molto diretto, inciso senza strafare usando tutte le troppe tecnologie oggi a disposizione”.


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Luisi ha “semplificato” il suono, pur inserendo riferimenti musicali inusuali (la ritmica r’n’b Motown di “Nati per Vivere”). “E’ un album piuttosto rock, ma in questi 20 anni il rock è cambiato, è cambiato il modo di ascoltarlo”, spiega Ligabue. “Il rock è il modo che uno ha per non avere pudore dei propri sentimenti e urlarlo in faccia alla gente. Se il rock è quello lì, faccio rock. Se rock è una chitarra metal, allora non sono rock”. Un tema che ritorna anche in una delle canzoni centrali del disco, “Con la scusa del rock ’n’ roll”, che chiude un trittico iniziato con “Sogni di rock ’n’ roll” e proseguito con “In pieno rock ’n’ roll”: “Questa canzone il mio modo per dire che la musica è un pretesto per fare cose che diversamente non protesti fare. Io sono un appassionato rock per l’urgenza nel dire le cose, non per il suo galateo”.

Un’urgenza che in “Mondovisione”, con una copertina che cita “Carosello” e presenta un mondo accartocciato, si sente fin dalle prime note: l’album si apre con una delle canzoni più arrabbiate della raccolta, “Il muro del suono”: “Sotto gli occhi da sempre/distratti del mondo/sotto i colpi di spugna/di una democrazia”, canta Ligabue: “Chi doveva pagare non ha pagato, è sotto gli occhi di tutti… Il verbo potere va scavalcato dal verbo volere, mettiamo la vita sotto il peso del chiacchiericcio e la velocità di tutto questo non è compatibile con i bisogni umani. Questi tempi sono un laboratorio di cui si capirà qualcosa tra diversi anni, ma sono sicuro che la velocità non è quella giusta”. La canzone fa il paio con il primo singolo “Il sale della terra” (“una canzone sull’esercizio del potere, una galleria di personaggi, non è l’Italia tutta. Parla di quelli che troppo spesso ci sono passati negli ultimi 20 anni”). E poi canzoni dirette, ma sul versante più personale, come “Tu sei lei”, nuovo singolo: “Ho sempre raccontato delle mie emozioni, dei miei sentimenti in maniera scarnificante. Non so se sono arrivato ad essere ancora più diretto”, quasi minimizza Ligabue. L’album si chiude su una nota di speranza, con “Sempre i sogni a dare forma al mondo”: “La bontà del sognare è una cosa decisiva”, chiosa Ligabue: “Ma ancora oggi rimango stupito, quando vado ai concerti , di come quasi tutta la gente canti a memoria quasi tutte le canzoni. Il potere delle canzoni è enorme, ma sono sempre canzoni. Che danno qualcosa che la politica non dà, certe volte neanche la religione. Però un po’ mi sono sempre sentito affaticato da questa responsabilità fin troppo grossa”.

“Mondovisione” è anche il primo album prodotto non solo artisticamente ma economicamente, attraverso la sua società ZooAperto.”Non ho mai avuto nessun tipo di vincolo, posso dire quello che voglio. Se mi pongo dei freni sono dovuti alla responsabilità di cui dicevo prima. I freni me lì do soltanto io”, dice della parte artistica Luciano. Continua il rapporto con Warner, con cui il contratto discografico “classico” è terminato, e ora passata al ruolo di distribuzione. “Abbiamo prodotto tutto noi”, spiega a Rockol il manager Claudio Maioli: “E’ una questione semplicemente economica, non artistica, fatta senza nessuna polemica. Noi non guadagniamo solo dagli album ma anche dai live e da diverse cose e possiamo investire in maniera diversa”, spiega ancora Maioli.

In programma, conclude Luciano, non ci sono film (“Un film vuol dire che per un anno sacrifichi la vita per fare qualcosa. Siccome di anni ne ho già qualcuno, a meno di non essere folgorato un’idea che se non la racconto muoio, non ho in programma di farne altri") ma concerti, anche prima o poi con l’eventualità di fare album interi. Con ogni probabilità, comunque, questo non avverà nel live della prossima estate (“E’ presto per parlare di cosa ci sarà”) con le date negli stadi annunciate poche settimane fa.

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