SIAE, Celentano, vincitori e vinti: è subito bagarre

SIAE, Celentano, vincitori e vinti: è subito bagarre
Impugna la penna Adriano Celentano, sulle pagine del Corsera (edizione di sabato 5 luglio, vedi News), per denunciare presunte irregolarità accadute durante le recenti elezioni degli organi sociali della SIAE : e come sempre, quando c'è di mezzo lui, il dibattito si scalda assumendo la portata dell'evento mediatico.
L' “outing” del popolarissimo cantante/esternatore, per squinternato e caotico che sia, riflette sostanzialmente il pensiero e le lamentele di chi da quelle elezioni è uscito sconfitto: e che ha ravvisato “stranezze” tanto nelle procedure di voto (in occasione della consultazione dell'8 giugno) che nelle successive deliberazioni dell'assemblea (riunitasi la prima volta il 26 giugno scorso), tra schede temporaneamente scomparse nel nulla, numeri legali contestati, perplessità sui meccanismi di attribuzione dei seggi (per le sezioni lirica e O.L.A.F, opere letterarie e arti figurative). Di qui, gli esposti al ministero e al presidente della commissione elettorale e l'avvio della procedura per il ricorso al TAR.
Roberto Razzini, amministratore delegato della major editoriale Warner Chappell (legata allo schieramento finito in minoranza), conferma: “Date queste premesse, non c'erano secondo noi neppure le condizioni per costituire legittimamente un'assemblea. Lo abbiamo fatto presente al presidente Mauro Masi, nella riunione del 26 giugno, ma lui ha ritenuto opportuno procedere ugualmente”. Altre anomalie, secondo Razzini, si sarebbero verificate nel corso della stessa riunione: “La delibera riguardante le modalità procedurali e i criteri decisionali dell'assemblea ci è stata consegnata a mano appena prima dell'inizio della seduta e non con il consueto anticipo come sarebbe stato più opportuno; e quando 24 membri della stessa assemblea hanno lasciato l'aula in seguito ad un duro confronto con il presidente si è proceduto lo stesso ad eleggere i consiglieri di amministrazione. Senza rispettare, secondo noi, i numeri legali previsti dal regolamento, almeno per quanto riguarda la categoria degli autori”. La minoranza ha reagito cercando subito di far invalidare votazioni e delibere assembleari. “Tutto questo non fa bene alla società degli autori”, ammette Razzini. “Ma personalmente sono amareggiato perché l'intera campagna elettorale dello schieramento concorrente, IdeaSIAE, era stata condotta all'insegna dei principi di trasparenza, democraticità e rappresentatività della base associativa. Non mi pare che queste premesse siano state rispettate”.
“I ricorsi? Siamo in democrazia, e nella storia della SIAE sono prassi quotidiana”, ribatte Toni Verona, componente della coalizione vincitrice e membro della nuova assemblea come titolare delle edizioni Ala Bianca. “Anche queste elezioni sono nate da un ricorso: ma intanto sarebbe il caso di riconoscere che, per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, la società ha nel suo consiglio di amministrazione una sola multinazionale, mentre vi siedono autori rappresentativi di sezioni diverse dalla musica, che finora aveva monopolizzato il potere”. E le accuse di Celentano? “Avrebbe fatto meglio a tacere. Parla senza essere informato dei fatti, e racconta un sacco di inesattezze: è evidente che parla in nome di qualcun altro che in lui cerca la massima visibilità possibile”. Verona respinge in toto le accuse di irregolarità procedurali: “Celentano scrive che l'assemblea ha deliberato a minoranza. Vi pare possibile, alla presenza di un notaio e di un segretario del ministro dei Beni Culturali?”.
Lo stabiliranno i giudici. Ma al suo debutto in società questa nuova SIAE non sembra, ahimè, troppo diversa da quelle che l'hanno preceduta…
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