20 milioni di dollari in pubblicità per Napster (il passaparola non basta più)

20 milioni di dollari in pubblicità per Napster (il passaparola non basta più)
Un budget da venti milioni di dollari e la collaborazione di un'agenzia di successo (la Venables, Bell & Partners di San Francisco) sono i pilastri della campagna pubblicitaria con cui il nuovo proprietario di Napster, Roxio, informerà il pubblico del rilancio del sito di file sharing come servizio a pagamento e “legalizzato”.
L'obiettivo del piano di comunicazione, tutt'altro che scontato, è di sfruttare la popolarità tuttora massiccia del marchio per trasformare gli ex utenti di un modello totalmente “anarchico” di scambio musicale in consumatori disposti a pagare per un servizio concordato con le case discografiche. “Napster è un brand musicale forte e tuttora di tendenza, e dobbiamo fare in modo che la comunicazione pubblicitaria ne conservi le caratteristiche e raggiunga le persone giuste”, ha spiegato il direttore creativo dell'agenzia, Paul Venables. Né lui né i gestori di Roxio, però, hanno fornito ulteriori dettagli sui loro programmi e sui tempi previsti di reintroduzione del servizio, che il nuovo proprietario intende integrare con la piattaforma digitale di Pressplay, un altro suo acquisto recente (vedi News).
Intanto, però, il panorama che circonda la pionieristica impresa ideata da Shawn Fanning è cambiato profondamente. Un Napster non più gratuito e sponsorizzato dall'industria dovrà fare i conti non solo con la sua vecchia immagine di “Robin Hood” del mercato musicale ma anche con la popolarità crescente di sistemi alternativi di musica diffusa in formato digitale, legali comecome l'iTunes Music Store della Apple o “fuorilegge” come KaZaA. E il solo passaparola tra i fans, che appena qualche anno fa bastò al sito per crearsi la sua leggendaria reputazione, oggi non dà più garanzie.
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