Sanremo, anche le indies d'accordo sul no al festival

Sanremo, anche le indies d'accordo sul no al festival
La noncuranza di Rai e Comune di Sanremo nei confronti dei loro desiderata, accoppiata alla crisi nera di mercato, ha prodotto il piccolo miracolo: mettendo d'accordo major e indies dopo anni di baruffe, polemiche e incomprensioni (anche in seno all'organizzazione che le rappresenta entrambe, FIMI). I due schieramenti si ritrovano uniti, oggi, nel fronte compatto che ha opposto un clamoroso “no” al festival di Sanremo e che annovera, oltre alle maggiori aziende discografiche, etichette come Ala Bianca, Edel, New Music e Nar International, tutte rappresentate nel direttivo dell'associazione di categoria.
Decisione non facile da prendere, quella di rinunciare a Sanremo, per un'azienda multinazionale (che tuttavia può contare su molte altre vetrine promozionali per i suoi prodotti); ma molto più difficile e sofferta per una piccola etichetta che lotta per trovare un suo posto al sole, nel congestionato e spesso “off limits” panorama TV di questi anni. Una prova di maturità della discografia tutta, verrebbe da pensare, dopo anni di mezzi passi avanti, di parole rimangiate all'ultimo minuto, di proclami svaniti nel nulla. A meno che…. “A meno che cosa? Ci ha amareggiato quello che si è letto stamane su alcuni quotidiani: dove si insinua che tutto finirà ancora una volta a tarallucci e vino”. Chi parla, al telefono con Rockol, è Pippo Landro, presidente della New Music (etichetta dance gradualmente convertitasi al pop) e membro del direttivo FIMI che ieri, martedì 2 luglio, ha preso (all'unanimità) la storica decisione di disertare in massa il festival (vedi News). “E' una decisione a cui si è arrivati tutti insieme, dopo sei ore di discussione”, racconta Landro. “Ci siamo ritrovati tutti perfettamente d'accordo, nel condividere questa linea di condotta. La bolla è scoppiata, e non poteva essere altrimenti. La Rai ha dimostrato una volta di più il suo totale disinteresse nei nostri confronti: in televisione si parla di moda, di eventi mondani, ma di dare spazio alla musica mai. I dirigenti della TV di stato sono rimasti fermi all'epoca di Claudio Villa e di Orietta Berti”. E dunque? “E dunque i nostri artisti a Sanremo non ci andranno, se ne riparlerà eventualmente nel 2005. Sono anche cambiati i tempi: oggi non basta un passaggio TV per vendere un disco” spiega Landro, sottintendendo che non ci sono solo questioni di principio ma anche di opportunità, dietro il gran diniego. “L'industria è in crisi, ed è innegabile che questa nuova unità d'intenti nasce anche da fattori contingenti. Intanto, tutti insieme, siamo riusciti a rinnovare anche la SIAE, liberandola dal dominio dei soliti noti. E non è detto che presto non si prendano provvedimenti anche nei confronti dello strapotere delle radio…”.
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