Codici ISRC sui dischi a pagamento, le indie in polemica con la FIMI

AFI, Audiocoop e PMI, organizzazioni di categoria dell'industria discografica che insieme rapppresentano una quota preponderante delle etichette indipendenti italiane, sono sul piede di guerra nei riguardi della FIMI, l'organizzazione a cui aderiscono tutte le major, dopo che quest'ultima ha deciso di richiedere un pagamento  per il rilascio dei codici ISRC (International Standard Recording Code) necessari a identificare i titolari delle registrazioni, il numero di catalogo e l'azienda produttrice delle stesse. In quanto espressione italiana dell'IFPI (la federazione internazionale dell'industria discografica), sottolineano le tre associazioni, FIMI opera su questo fronte in regime di monopolio: "Fino allo scorso mese di Agosto", protestano in un comunicato, "il codice veniva rilasciato a titolo gratuito e in maniera automatica previa compilazione di un formulario on line. Improvvisamente e arbitrariamente a partire dal mese di settembre FIMI pubbilica sul proprio sito la notizia che il codice ISRC audio e video viene rilasciato solo previo pagamento di € 100" (in realtà il sito FIMI parla di 50 euro + IVA per il rilascio tanto dei codici audio che video) . "Dobbiamo segnalare l'arroganza con la quale la FIMI impone agli indipendenti il pagamento di una 'tassa' per ottenere il codice ISRC che oggi è diventato obbligatorio", proseguono AFI, Audiocoop e PMI. "Non riusciamo a comprendere le motivazioni che hanno portato a tale decisione né siamo mai stati interpellati sull'argomento. FIMI deve rendersi conto che non è l'unico soggetto nel mercato discografico e non può dettare regole e condizioni come se lo fosse. Abbiamo segnalato il caso a IMPALA (organizzazione internazionale delle etichette indipendenti, ndr) al fine di verificare se tale pagamento sia in vigore negli altri paesi europei".

Così sostiene Enzo Mazza, presidente della FIMI, che rispondendo alle tre associazioni ha fatto notare - come riporta il sito di Musica e Dischi - che negli Stati Uniti il rilascio del codice costa oggi 80 dollari, mentre in Germania il suo prezzo è di 250 Euro.

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