Grooveshark a rischio di blocco in UK, dirigente assassinato

Non c'è pace per Grooveshark, sembra il caso di dire. La compagnia è stata fra i pionieri dei servizi di musica online in streaming - e prima dell'avvento di Spotify, Rdio e gli altri competitor, è stata fra le primissime a offrire musica in maniera legale, mettendo a disposizione degli utenti diverse feature per migliorare la loro esperienza.
In circa 10 anni di esistenza, però, Grooveshark ha dovuto affrontare molte difficoltà; come quando, nel 2012, fu denunciata da tutte le major statunitensi (EMI, Universal, Sony e Warner) per mancato pagamento di royalties. Da qui in poi si sono susseguiti l'esclusione da Google Play, il ban dall'App Store, nonché guai di vario tipo con la piattaforma social di Facebook.

Verso la fine di settembre di quest'anno i problemi con le major sembravano risolti, grazie a una serie di accordi di licensing che avrebbero permesso a Grooveshark di continuare a operare, ma ora un nuovo ostacolo si profila minaccioso all'orizzonte.
La BPI (ossia la British Phonographic Industry, associazione dei commercianti di musica inglesi) ha infatti iniziato un'azione legale per costringere tutti gli internet provider britannici a bloccare l'accesso a Grooveshark, accusata di violare il copyright relativo alla musica che diffonde in streaming.

Questa notizia, peraltro, giunge in un momento piuttosto delicato per la compagnia. Lo scorso sabato 9 novembre, infatti, il dirigente dell'area vendite internazionali (il ventisettenne Eddy Vasquez) è stato assassinato a colpi di pistola mentre si trovava a St. Petersburg, Florida.
L'omicidio è stato commesso da un amico ed ex compagno di scuola, Andres Rodriguez Torres, con cui Vasquez era uscito a bere; tra i due sarebbe scoppiato un litigio, finito con Torres che ha estratto una pistola e ha sparato due colpi al torace dell'amico.

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