Rivelati i primi passi musicali di Alan McGee, scopritore degli Oasis

E' appena arrivato nelle librerie "Creation stories" di Alan McGee, discografico alternativo e personaggio singolare del panorama musicale britannico. Cresciuto a Glasgow, nel maggio 1993, presso il locale scozzese King Tut's Wah Wah Hut, Alan si imbatté in una band che gli piacque molto. Erano gli Oasis. Quattro giorni dopo McGee, che in realtà era andato nel locale per vedere una sua band, metteva gli Oasis sotto contratto per la sua etichetta Creation Records. Chiusa nel 2000 la Creation, McGee si votò al mercato edilizio e fondò un'altra etichetta, la Poptones. Dopo aver fatto anche il giornalista musicale, McGee ha ora in promozione "Creation stories" dal quale il "Daily Telegraph" ha ottenuto di pubblicare il paragrafo in cui McGee parla di come si avvicinò alla musica. "La musica che i miei genitori ascoltavano a casa era quasi interamente terribile. Almeno tolleravano i Beatles, più che altro perché la London Symphony Orchestra aveva fatto una versione delle loro canzoni. E a dire il vero gli piacevano molto Simon & Garfunkel, mettevano su sempre 'Bridge over troubled water' e non era poi così male. Ma alla musica ci sono arrivato da solo. Il glam rock fu la prima cosa che mi fece eccitare. Era il 1971. Mi piacevano molto “Get it on” dei T. Rex e poi “Coz I luv you” degli Slade. Prima di scoprire Bowie non avevo mai comprato un album, pensavo che fossero per gli adulti. Ma dopo aver scoperto Bowie andai a comprare Ziggy Stardust e ancor'oggi penso che sia uno dei 10 album migliori che siano mai stati fatti. Devo averlo ascoltato duemila volte; è stato lì che mio padre iniziò a pensare che fossi matto, anche perché la mia cameretta era ricoperta con i suoi poster. Pensava che fossi inmnamorato di Bowie. Aveva ragione. Iniziai ad andare ai concerti rock quando avevo 14 anni. Con la scuola avevo quasi smesso perché pensavo che gli insegnanti fossero degli stro**i. Andavo a vedere tutti quelli che venivano all'Apollo di Glasgow. Quindi ho visto concerti dei Queen, Santana, Who, Alex Harvey, Lynyrd Skynyrd. Arrivato ai 16 anni, il punk cambiò tutto. Corsi fuori di casa a comprare, tutti nello stesso giorno, “God save the Queen” dei Sex Pistols, “Go Buddy go” degli Stranglers e “Sheena is a punk rocker” dei Ramones. Mi ricordo che pensai: 'Caz*o, mi piace troppo 'sta roba'".











"Creation Stories: Riots, Raves and Running a Label"
In commercio dal 7 novembre
Editore Sidgwick & Jackson Ltd
356 pagine
 

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