SIAE, come si è arrivati alla scelta di Migliacci

SIAE, come si è arrivati alla scelta di Migliacci
A quasi quattro anni dall'insediamento del commissario straordinario Mauro Masi, dunque, la SIAE ha finalmente un nuovo presidente democraticamente eletto, Franco Migliacci (vedi News): presidente in pectore, per il momento, perché la sua investitura ufficiale avverrà solo dopo la nomina formale per decreto del presidente della Repubblica.
Ma intanto il dado è stato tratto: e forse più velocemente del previsto, grazie al gioco di alleanze che in SIAE è sempre fragile e delicato. Nell'imminenza delle elezioni (vedi News), Rockol aveva riferito che la società degli autori era alla ricerca di un uomo super partes, capace di mettere d'accordo tutti in forza del suo prestigio umano e professionale. A sentire le testimonianze di chi c'era, tale unanimità non è stata raggiunta, in sede di votazione. Ma è indiscutibile il fatto che Migliacci (nato a Mantova, classe 1930), emerso come favorito alla carica dopo il cortese rifiuto di Ennio Morricone, corrisponda bene a quell'identikit: paroliere di enorme successo per Modugno, Morandi, Nada, Patty Pravo, Fred Bongusto e tanti altri, ha segnato la stagione d'oro del pop italiano – allora si chiamava musica leggera - con canzoni come “Non son degno di te”, “In ginocchio da te”, “La bambola”, “Ma che freddo fa”, “Una rotonda sul mare” e la leggendaria “Nel blu dipinto di blu”. La sua è tuttora una presenza carismatica e attiva sulla scena musicale italiana; per di più la sua scelta risponde ad una regola non scritta che esige l'alternanza, alla presidenza dell'ente, tra autori e imprenditori di settore (a Roman Vlad, prima dell'era Mauro Masi, era succeduto l'editore napoletano Luciano Villevieille Bideri).
Migliacci, che presiede al sindacato degli autori SNAC, era sostenuto da una ampia coalizione che aggregava FEM (major musicali) e Anem (editori indipendenti) nonché associazioni di categoria del mondo librario e cinematografico: contro di lui concorrevano Vincenzo Cerami (appoggiato da Bideri, Bixio, Warner e altri) e Stanislao Nievo, candidato di una lista sostenuta dalla UIL. Durante la votazione non sono mancati i momenti tumultuosi (preludio a prossime battaglie?): chiuso il primo turno, e dopo la lettura di un comunicato da parte di Valentina Amurri che chiedeva un rinvio della seduta, i 24 membri della “minoranza” hanno abbandonato l'aula. I 35 rimasti in assemblea, a quel punto, hanno continuato i lavori, eleggendo Migliacci, a maggioranza assoluta, in terza votazione (erano necessari 33 voti, sui 64 dell'assemblea).
Ora toccherà al neo-presidente (prima o dopo la pausa estiva, non si sa) convocare nuovamente l'assemblea per la nomina dei commissari di sezione. Da quel momento si potrà verificare se i volti nuovi che circolano a viale della Letteratura avranno la capacità e la volontà di imprimere alla società la sterzata promessa, voltando pagina rispetto al vecchio establishment. Rimarginare le ferite della mala gestione, del lungo commissariamento e degli scandali smascherati da TV e giornali richiederà comunque del tempo.
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