NEWS   |   Industria / 05/11/2013

Direttiva sul Collecting, trovato l'accordo tra i legislatori europei

Direttiva sul Collecting, trovato l'accordo tra i legislatori europei

I co-legislatori della proposta di direttiva europea riguardante il funzionamento delle società di collecting e di gestione dei diritti musicali hanno raggiunto ieri, 4 novembre, un consenso sulla formulazione definitiva del testo. "L'accordo raggiunto oggi e le clausole di questa Direttiva riguardano gli interessi dei detentori dei diritti e i bisogni dei consumatori dell'Unione Europea", ha osservato in un comunicato emesso in giornata Sarunas Birutis, ministro della Cultura della Lituania (presidente di turno della UE). "Un approccio disciplinare ben bilanciato recherà maggiore trasparenza ed efficienza all'attività delle organizzazioni di gestione collettiva. E un migliore sistema per l'ottenimento di licenze multiterritoriali, per quanto riguarda i diritti d'autore delle opere musicali, sarà uno dei fattori fondamentali in vista della creazione di un Mercato Unico Europeo per i servizi musicali online. Ciò permetterà inoltre ai consumatori dell'Unione Europea di godere di un accesso il più vasto possibile a repertori musicali di diversa natura".

"La Direttiva del Parlamento Europeo e della Commissione sulla gestione collettiva di copyright e diritti connessi e delle licenze multiterritoriali sui diritti riguardanti le opere musicali in funzione degli utilizzi online nel mercato interno", ha concluso il ministro lituano, "è un tassello legislativo importante nella realizzazione di un Mercato Unico Digitale in Europa entro la scadenza del 2015".

La notizia dell'accordo è stata accolta con favore dall'italiana SCF ("Il testo di compromesso ci soddisfa aprendo grandi opportunità per il futuro delle società di gestione dei diritti musicali", ha detto il presidente Enzo Mazza); la stessa direttiva, nella sua formulazione iniziale, era stata invece apertamente criticata da alcune organizzazioni di rappresentanza degli artisti tra cui la britannica Younison che, in un documento firmato tra gli altri da Nick Mason dei Pink Floyd e Ed O' Brien dei Radiohead, aveva accusato i legislatori europei di voler perpetuare un sistema che consolida "arcaici e opachi sistemi di redistribuzione dei compensi".