will.i.am (e altri) contro Vevo: 'Basta con le pubblicità che non ci piacciono'

Testimonial - qualcuno, come Digital Music News, sospetta più che interessato, cioè in cambio di sostanziosi emolumenti - di imprese discusse come MegaUpload (chiusa per intervento dell'FBI e, pare, dello stesso governo americano), will.i.am non mostra la stessa simpatia nei confronti di Vevo, la piattaforma videomusicale ufficiale e perfettamente legale gestita dalle major discografiche. Il motivo? Il collocamento indiscriminato intorno a clip, filmati live e altri contenuti di inserzioni pubblicitarie relative a prodotti commerciali potenzialmente non di gradimento o contrari all'etica dell'artista.

Il problema era già stato segnalato di recente da Amanda Palmer , Imogen Heap e Zoe Keating, quest'ultima dichiaratasi moralmente contraria al "cibo spazzatura" (e nel caso specifico ai tacos Doritos i cui spot circondano alcuni suoi video sul sito). E partendo da quelle basi il leader dei Black Eyed Peas ha rincarato la dose: "Facciamo un esempio: sono stato il protagonista principale di una puntata di CSI, distribuita da HBO. E gli attori di CSI non pagano perché il programma esista e vada avanti. Così, quando pensi a Vevo e ai miliardi di visualizzazioni mensili di artisti indipendenti o sotto contratto con un'etichetta, devi pensare che siamo noi a dover pagare affinché i video siano sulla piattaforma (...) Ma in quale momento Vevo paga i contenuti che le danno la possibilità di infilare degli spot prima della nostra musica e dove noi non vogliamo? E perché non possiamo scegliere quali pubblicità mettere prima e dopo i nostri contenuti, dal momento che siamo noi a pagare quei video?".

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