Tom Araya: 'Ecco perché Dave Lombardo non è più negli Slayer'

Tom Araya: 'Ecco perché Dave Lombardo non è più negli Slayer'

L'addio di Dave Lombardo agli Slayer, consumatosi all'improvviso alla vigilia di un tour australiano tra febbraio e marzo di quest'anno, è stato decisamente un brutto colpo per i fan. Ma, come spesso accade quando si ha a che fare con realtà musicali ben affermate e che generano un notevole flusso di denaro e indotto, le cose viste dall'interno sono più complesse rispetto a ciò che trapela o che ci si immagina.

A gettare un raggio di luce sulla vicenda - che finora era rimasta confinata nel reame delle spiegazioni generiche riguardanti faccende di denaro e divergenze sulla gestione del gruppo - è il bassista/cantante Tom Araya (in un'intervista rilasciata al magazine statunitense Steppin' Out).


"La storia si può riassumere così", ha detto Araya". "Dave [Lombardo] aveva ricominciato a suonare con noi da un po', come musicista della band - ma non era un nostro socio". Questo già fa intuire come gli Slayer - e moltissime altre band, come loro - non siano esattamente l'equivalente di un gruppo di amici che suonano assieme, ma esistono accordi economici e contratti vincolanti, stipulati come per qualunque tipo di società che si crea per svolgere un lavoro e generare profitti.
E infatti Araya ha continuato: "Come succede in questi casi, bisogna mettere nero su bianco degli accordi, così nessuno penserà di essere imbrogliato. Avevamo dei problemi di cui si stava discutendo, ma lui ci ha spinto in una posizione che ci ha costretti a trovare un rimpiazzo. Lui non era felice e ha deciso di scrivere quella tirata su Facebook per raccontare a tutti diverse faccende della band, roba privata e coperta dall'obbligo di riservatezza. Ho pensato fosse molto sbagliato e inaccettabile. Molte delle cose che ha detto erano false. E parte dell'accordo che avevamo era che non era concesso fare questa roba. Così Kerry [King], Jeff [Hanneman, che sarebbe morto pochi mesi dopo - ndr] ed io ci siamo sentiti telefonicamente e abbiamo deciso tutti insieme di lasciare libero Dave e chiamare Paul [Bostaph]. Paul ci ha detto che sarebbe stato felice di tornare. E ha portato una nuova vitalità alle nostre esibizioni".

Lombardo, da parte sua, lo scorso maggio (il giorno prima della morte di Hanneman) era tornato sull'argomento dicendo: "Ho bisogno di chiarezza - chiarezza e trasparenza. Se lavori e fai guadagnare dei soldi a qualcuno, e se questo qualcuno ti paga una percentuale, devi sapere dove finisce il resto del denaro. Loro mi dicono che non merito di saperlo. Eppure io penso che dovrei: se ti pagano una percentuale è giusto, perché altrimenti come fai a sapere se ti hanno dato il giusto, se non sai dove finiscono i soldi? E' complicato e ci sono anche altri fattori. Loro si comportano così perché nel 1992 li ho lasciati per 10 anni e pensano che io non meriti di sapere tutti i dettagli del business".

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