Who, parla Roger Daltrey: 'Il prossimo tour non sarà il nostro addio'

Who, parla Roger Daltrey: 'Il prossimo tour non sarà il nostro addio'

"Dobbiamo essere realisti riguardo alla nostra età, ma no, il prossimo tour non sarà l'ultima cosa che faremo": con queste parole il frontman degli WhoRoger Daltrey ha voluto rispondere a Pete Townshend, che la scorsa settimana aveva lasciato intendere che la tournée mondiale per celebrare i cinquant'anni di attività della band di "My generation" sarebbe stata il canto del cigno del gruppo.

"C'è da fare chiarezza riguardo alla dichiarazione di Pete", ha spiegato Daltery all'edizione online di Billboard: "Lui si riferiva ai tour mondiali, quelli che ti tengono occupato per mesi e mesi.

E' un lavoro maledettamente duro. A quel punto siamo stati costretti ad essere realisti, riguardo all'età che abbiamo. Quello che ci impegnerà prossimamente, però, non sarà l'ultima cosa che faremo come gruppo. Continueremo a prendere parte a eventi singoli e a esibirci dal vivo. Potremmo fare altre cose, più sperimentali. Qualcosa nei teatri, magari con produzioni meno pesanti in sale piccole per due o tre settimane nella stessa città. Qualcosa che possa essere gestibile, e che non richieda di cambiare città ogni giorno: perché esibirci ci piace moltissimo, ma viaggiare è molto stancante".

Allarme rientrato, quindi. Tra le cose che sicuramente la band icona del rock inglese - oggi rappresentata dai soli Daltrey e Townshend - non si farà mancare saranno le esibizioni a manifestazione benfiche, come - ad esempio - il Teenage Cancer Trust: "Concerti per beneficenza ne abbiamo sempre fatti, fin dai primi anni di attività", ha precisato Daltery: "Fino a che un gruppo potrà contribuire a aiutare le persone che hanno problemi, gli Who ci saranno sempre. Questo aspetto non cambierà".

Tuttavia la decisione di intraprendere un tour per festeggiare i cinquant'anni di attività non è stata presa a cuor leggero, specie da Townshend: "Ogni volta che una band sopravvive tanto a lungo in questo ambiente è un miracolo", ha concluso Daltery, "Con tutta la merda che c'è nel musicbiz con la quale dobbiamo fare i conti, mi sembra incredibile essere arrivato fino a qui. Noi abbiamo perso due elementi (Keith Moon e John Entswistle, ndr) e gli Stones uno (Brian Jones, ndr). E' incredibile che chiunque di noi sia sopravvissuto".

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