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NEWS   |   Industria / 20/06/2003

Musica on-line: c'è una terza via, tra KaZaA e i servizi delle major?

Musica on-line: c'è una terza via, tra KaZaA e i servizi delle major?
In funzione già da inizio anno, e con un'utenza che oggi è stimata in circa 150 mila clienti, un software come Muse.Net potrebbe diventare, secondo alcuni esperti del settore, il punto di collegamento tra i sistemi di distribuzione digitale rigidamente controllati dalle major (come MusicNet e, fino ad oggi, Pressplay) e i siti che propugnano il file sharing libero da vincoli di sorta (come KaZaA o Morpheus).
Dietro l'iniziativa, un programma che sfrutta le connessioni Internet e la banda larga per consentire a ciascuno di accedere rapidamente alla collezione di MP3 archiviati sul pc di casa per ascoltarla, in streaming, da qualunque altro computer collegato in rete (ma anche da alcuni tipi di palmari), ci sono due professionisti del settore, Robert Lord e Ian C. Rogers: il primo è stato il fondatore, dieci anni fa, di quell'Internet Underground Music Archive (IUMA) che spalancò la porta, sul Web, a tante band di belle speranze e senza contratto; il secondo ha lavorato alla Grand Royal dei Beastie Boys, una delle etichette più intraprendenti nella sperimentazione delle possibilità offerte dalla musica on-line; entrambi hanno fatto parte dello staff di Nullsoft, la divisione di AOL che sviluppò la prima versione di Gnutella, il programma di file sharing che, “scippato” dagli hackers, diventò insieme a Napster uno dei grandi incubi della discografia.
Il sistema sviluppato dalla loro società, la Mediacode Inc. di Santa Cruz, California, non ha nulla a che vedere con il peer to peer e con l'anarchia in rete, non consentendo a più di un utente per volta di accedere ai file, e non permettendo (almeno in teoria) la copia da una macchina all'altra: e anche per questo, ha già ricevuto l'imprimatur di massima da parte di più di un discografico. Ma la sua applicabilità resta condizionata dall'affermazione sul mercato on-line di standard tecnologici condivisi, che permettano a diversi computer e fornitori di contenuti (etichette, artisti, retailer elettronici, siti di informazione musicale) di funzionare in piena compatibilità fra di loro: e ai programmatori di lavorare in sintonia con l'industria discografica, e non contro di essa. “L'obiettivo”, ha spiegato Lord al Los Angeles Times, “è di fare in modo che la comunità degli hacker che hanno sviluppato sistemi come Linux appoggino la comunità musicale”. Il software Muse.Net, che consente ad ogni possessore di pc di organizzare in un'unica collezione i file audio (ma anche video) archiviati su diversi computer e di accedervi istantaneamente, è disponibile a chi si abbona al servizio per circa 20 dollari all'anno ma non è incorporato, ad oggi, in nessuno dei principali player multimediali che si utilizzano per ascoltare musica da Internet (con l'eccezione di Winamp di AOL). Soprattutto, non può funzionare con i file audio protetti da “lucchetti” di protezione elettronica come sono quelli messi in rete dalle major e distribuiti da servizi come MusicNet, Pressplay e FullAudio (che consentono l'accesso da un solo computer). Secondo i suoi ideatori, però, potrebbe diventare una prima piattaforma in vista di una futura, pacifica e fruttuosa convivenza tra distributori e consumatori di musica on-line: desiderosi, i primi, di ricavare un profitto dalla messa in rete delle loro opere, e i secondi della massima flessibilità possibile di ascolto. Il sogno di Lord e Rogers - non troppo dissimile nelle premesse, se non ricordiamo male, da quel My.MP3.com che l'industria discografia osteggiò ai tempi per violazione di copyright - è di creare nel mondo virtuale uno standard accettato e versatile com'è oggi il compact disc sul mercato tradizionale della musica. Per renderlo realtà, case discografiche e autori dovrebbero rinunciare ad una fetta di quel controllo sulla circolazione della musica on-line che oggi ritengono essenziale per la tutela dei loro diritti. Non sarà facile, almeno nel breve termine, convincerli del contrario.