Gino Paoli (SIAE): 'Adeguiamo i compensi da copia privata all'Europa'

Gino Paoli (SIAE): 'Adeguiamo i compensi da copia privata all'Europa'

Per bocca del suo presidente Gino Paoli, la SIAE invoca un adeguamento alla media europea delle tariffe applicate alla "copia privata", il compenso forfettario riconosciuto ad autori ed editori in merito alla duplicazione casalinga di musica registrata e di cui sono tenuti al pagamento i produttori, distributori e importatori di apparecchi e supporti (anche informatici: dunque anche computer, smartphone, tablet, chiavette Usb, ecc.) atti alla registrazione e riproduzione. "Bisogna che si chiarisca una volta per tutte che il diritto d'autore non è una tassa, ma il giusto compenso di lavoratori, gli autori appunto, e, spesso, la loro unica fonte di reddito", ha dichiarato Paoli al termine di una riunione del Consiglio di Gestione SIAE in cui si è dibattuto dell'argomento e si è invitato il ministro della Cultura Massimo Bray a intervenire con urgenza. "Invece di pensare a nuove tasse", sostiene il cantautore, "basterebbe adeguare agli standard europei i presidi di legalità e antipirateria e di sostegno al mercato, per questo la SIAE attende con fiducia l'emanazione entro l’anno del nuovo regolamento AGCOM".

Le sue dichiarazioni hanno trovato il sostegno della federazione dei discografici FIMI: "I consumatori oggi hanno molte opportunità di riprodurre contenuti musicali grazie al compenso di copia privata", ha osservato il presidente Enzo Mazza. "E bene ha fatto Gino Paoli a ricordarlo, come bene ha fatto a ricordare che in Italia tali compensi non sono in linea con l'Europa e vanno adeguati con urgenza. Al contrario, tasse indiscriminate sulle reti digitali, sulle piattaforme e sui servizi legali costituiscono un freno allo sviluppo".

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