E' 'Tuttapposto', parola di Roy Paci

E' 'Tuttapposto', parola di Roy Paci
C'è dell'ironia nel titolo del nuovo lavoro di Roy Paci & Aretuska, "Tuttapposto" (Etnagigante/V2), la cui uscita è attesa per domani, 6 giugno. "Cosa può dire un italiano guardandosi in giro in questo periodo? Io, da buon siciliano - spiega Roy durante l'incontro con Rockol - mi sono detto che questo è un periodo in cui è "tuttapposto", perchè ogni cosa che esce un po' fuori dai binari è subito soppressa. Per questo è meglio dire che è tutto apposto, in fondo è questo quello che molti vorrebbero sentirci dire, che non ci sono problemi e che non bisogna lamentarsi, le cose stanno procedendo bene, si sistemerà tutto. E' tuttapposto, appunto". Proprio come nel film "Stanno tutti bene", con Marcello Mastroianni, che Roy ama ricordare per l'affinità con il suo disco: "Trovo quel film incredibilmente bello - dice - per la scelta di tacere i problemi, che ne è il tema fondamentale, e la resa nel dire che tutti stanno bene, anche se non è così". Il trombettista siciliano, però, di arrendersi non ha la minima intenzione, e racconta di aver ovviato alla fase della rassegnazione usando l'arma dell'ironia: "Prima ero un rivoluzionario", dice, "ma quella non era la parte giusta per me, la lascio ben volentieri e con enorme rispetto a certi amici e colleghi, come i 99 Posse e i Sud Sound System. Io sono molto più goliardico, più gigione, e devo necessariamente essere più vicino alla mia natura ironica". I riferimenti cinematografici, però, non sono terminati e, scorrendo i titoli delle quindici canzoni che compongono la tracklist del disco, troviamo "La vita è bella" ("altro grande film", esclama Roy), uno dei nove inediti firmati dal 'Padrino' della musica italiana. "Questa canzone è nata sempre perché era 'tuttoapposto'", spiega sorridendo, "insieme alle altre canzoni del disco rappresenta la mia prima prova cantutorale. Per me è stato molto arduo scrivere intere canzoni, perché così facendo mi sono rapportato a quelli veramente bravi e quasi quasi mi verrebbe voglia di abbandonare (ride)". Quelli veramente bravi per lui sono Ivano Fossati, Fabrizio De André, "i poeti che restano nella memoria insomma. A un grande poeta come Fossati, visto che è ancora vivente, credo che gli salga il vomito ascoltando certe cose, ma siccome è una persona molto umile e buona magari riesce anche a non infierire (sorride), come piuttosto farei io nei confronti di quello che ci propinano oggi alcuni festival, vedasi Sanremo e tante altre cretinate". Oltre a brani inediti, Roy ha scelto di dare nuova vita anche a canzoni tradizionali sicule, come "Ciuri Ciuri", e al successo degli anni '50 di Fred Buscaglione, "Teresa, non sparare". "Buscaglione è un nostro grande amore - svela Roy - anche perché il padre del mio contrabbassista Fred Casadei è un conoscitore pazzesco di Buscaglione, appassionato al punto da aver chiamato il figlio all'anagrafe Fred, quindi era impossibile non fare un pezzo di Buscaglione". In quanto alle sonorità, il disco è lontano dai primi esperimenti ska, ma vede accomunate numerose e differenti scelte sonore: "Gli arrangiamenti sono molto vicini a sonorità swing e shuffle", racconta Roy, "e avendo un'ottima sezione fiati ho scelto di spremerla, avvicinandomi così alle sonorità dell'Italia anni '60, quindi molto retrò". Roy Paci & Aretuska saranno in tour tutta l'estate con date in Italia, ma anche oltre confine: Francia, Olanda, Germania, Belgio e Svizzera sono, infatti, le prossime mete. "Il calendario si sta riempiendo", conclude l'augustano Roy, "molte date sono assorbite dal circuito internazionale... mi spiacerà non suonare abbastanza in posti in cui amo suonare, come la mia terra, la Sicilia, e anche nel salento. Non vorrei mai perdere l'occasione per incontrare gli amici, la gente che ci segue da sempre, perché ci tengo agli appuntamenti 'de core'".
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