Pandora: 'La nostra internet radio è sempre la migliore di tutte'

Il testa a testa per il primato come internet radio è più che mai in atto tra Pandora e iTunes Radio: dopo il rallentamento degli ascolti registrato dalla prima all'inizio del mese - e la notizia di 11.000.000 persone che hanno provato la radio di Apple a cinque giorni dal lancio ufficiale sul mercato - sembrerebbe prospettarsi un periodo piuttosto competitivo per il sito di Music Genome Project.

Mike Herring, direttore finanziario di Pandora, ha così commentato: "Non è che Apple non sia una minaccia per Pandora. Non mi si fraintenda, la prediamo molto seriamente e la vediamo come una seria minaccia. Bisogna ricordarsi che ci sono stati un sacco di competitors negli anni, dalle startup a Microsoft, a Google, da Apple a Twitter. Ma pensiamo che siamo comunque i migliori e che offriamo un servizio come nessun altro. Le concorrenti più recenti sono state tutte grandi società ben finanziate che hanno ordini del giorno al di fuori del mondo musicale. Hanno altri scopi, come vendere cellulari o concentrarsi sui download. Noi ci occupiamo di download, ma vendere il più possibile non è la nostra priorità. E questo fa una grandissima differenza."

Pandora paga tassi alle etichette musicali più bassi rispetto ad Apple, e l'intenzione è quella di ridurli ulteriormente: "Si tratta di creare delle tariffe eque tramite molteplici canali di distribuzione. Come offerta ci siamo presi l'impegno di pagare non meno di quanto paghiamo ora in dollari, ma con aumenti su base annua. Ma la cosa non ha ottenuto risultati, per mancanza di fiducia. Si è creata una situazione in cui avere risultati positivi sarà molto dura e richiederà molto tempo. Una delle accuse mosse contro Pandora è quella che stiamo cercando di pagare meno gli artisti. Vorremmo pagare di più gli artisti. Ci rendiamo conto che tutto dipende da un decennio piuttosto duro per l'industria musicale, con la pirateria, le piattaforme per scaricare etc etc. Stiliamo un contratto per i diritti d'autore ogni anno con gli artisti. Ma comunque abbiamo solo il 7% del mercato radiofonico americano. Quello che voglio dire è che stiamo pagando già una gran numero di artisti, anche se spesso viene detto che sono sottopagati e che non gli viene riconosciuta un pagamento equo".

    Il testa a testa per il primato come internet radio è più che mai in atto tra Pandora e iTunes Radio: dopo il rallentamento degli ascolti registrato dalla prima all'inizio del mese - e la notizia di 11.000.000 persone che hanno provato la radio di Apple a cinque giorni dal lancio ufficiale sul mercato - sembrerebbe prospettarsi un periodo piuttosto competitivo per il sito di Music Genome Project.

    Mike Herring, direttore finanziario di Pandora, ha così commentato: "Non è che Apple non sia una minaccia per Pandora. Non mi si fraintenda, la prediamo molto seriamente e la vediamo come una seria minaccia. Bisogna ricordarsi che ci sono stati un sacco di competitors negli anni, dalle startup a Microsoft, a Google, da Apple a Twitter. Ma pensiamo che siamo comunque i migliori e che offriamo un servizio come nessun altro. Le concorrenti più recenti sono state tutte grandi società ben finanziate che hanno ordini del giorno al di fuori del mondo musicale. Hanno altri scopi, come vendere cellulari o concentrarsi sui download. Noi ci occupiamo di download, ma vendere il più possibile non è la nostra priorità. E questo fa una grandissima differenza."

    Pandora paga tassi alle etichette musicali più bassi rispetto ad Apple, e l'intenzione è quella di ridurli ulteriormente: "Si tratta di creare delle tariffe eque tramite molteplici canali di distribuzione. Come offerta ci siamo presi l'impegno di pagare non meno di quanto paghiamo ora in dollari, ma con aumenti su base annua. Ma la cosa non ha ottenuto risultati, per mancanza di fiducia. Si è creata una situazione in cui avere risultati positivi sarà molto dura e richiederà molto tempo. Una delle accuse mosse contro Pandora è quella che stiamo cercando di pagare meno gli artisti. Vorremmo pagare di più gli artisti. Ci rendiamo conto che tutto dipende da un decennio piuttosto duro per l'industria musicale, con la pirateria, le piattaforme per scaricare etc etc. Stiliamo un contratto per i diritti d'autore ogni anno con gli artisti. Ma comunque abbiamo solo il 7% del mercato radiofonico americano. Quello che voglio dire è che stiamo pagando già una gran numero di artisti, anche se spesso viene detto che sono sottopagati e che non gli viene riconosciuta un pagamento equo".

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