Albert Hammond Jr degli Strokes: 'Avevano paura che mi uccidessi'

Troppa roba. Albert Hammond Jr degli Strokes, fresco di pubblicazione dell'EP "AHJ" e pare ora finalmente "pulito", ha parlato del periodo in cui il suo abuso di sostanze illegali lo spinse quasi al punto del non ritorno. Il 33enne chitarrista losangeleno, il cui padre Albert negli anni Settanta ha goduto di un certo successo negli USA, sentito da "The Talks" ha spiegato che il problema principale era stato l'uso di narcotici in vena. "Ho fatto delle cose fuori di testa, cose delle quali oggi non vado fiero. Ho raggiunto un punto in cui non ero in me", ha detto, "sentivo delle voci perché non andavo mai a dormire, mi rinchiudevo nella mia camera per un sacco di tempo. Ero innamorato del lato oscuro del vivere così, innamorato dell'uso endovenoso, più di quello che delle droghe, era il gusto di mettersi qualcosa nelle vene. Penso che tutti fossero preoccupati che mi ammazzassi. Io non volevo uccidermi di proposito, ma avevo raggiunto un punto in cui non me ne importava. E sarebbe potuto succedere tranquillamente un sacco di volte. Non so neanche come sia riuscito a risvegliarmi tutte le volte".

Albert junior, che ha studiato in Svizzera presso l'esclusivo Institut Le Rosey, del recente "AHJ", che è il successore di "Yours to keep" del 2006 e di "¿Cómo te llama?" del 2008, ha detto: "E' una combinazione delle due registrazioni precedenti, cosa che rende il materiale il migliore che abbia fatto sino ad oggi".

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