NEWS   |   Industria / 11/10/2013

Amici della Musica, richieste quote azzurre nel contratto di servizio Stato-Rai

Amici della Musica, richieste quote azzurre nel contratto di servizio Stato-Rai

Il Coordinamento degli Amici della Musica, associazione che raggruppa realtà come Arci, MEI, Audiocoop e altri attori presenti sul panorama indipendente tricolore, ha dato il via a una campagna di sensibilizzazione perché nel prossimo contratto di servizio con l'emittente pubblica, la RAI, venga inserito un vincolo che riservi nei palinsesti una quota minima del 40% alle produzioni nazionali, con un'ulteriore quota del 20% da riservare ai giovani talenti (categoria per entrare a far parte della quale, nel comunicato diffuso oggi, non sono stati specificati i requisiti): "Con un intervento a costo zero per il Governo, dunque, si valorizzerebbero i due precedenti emendamenti già approvati - Tax Credit e Act Live - e si moltiplicherebbero i posti di lavoro immediatamente in un settore a forte tasso di occupazione giovanile", spiegano i promotori dell'iniziativa, "attirando anche investimenti in coproduzioni e altre attività meritorie per la crescita e lo sviluppo del settore".

"E' inoltre indispensabile", prosegue il comunicato, "intervenire sul tema della Siae e della raccolta dei diritti primari e connessi per tutelare maggiormente i giovani esordienti e tutti i piccoli autori, editori, produttori, artisti, interpreti ed esecutori indipendenti ed emergenti, per una riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo che riconosca anche le musiche attuali e per un Tavolo Nazionale comune di lavoro per la promozione della musica italiana all'estero e altri interventi anche declinati a livello regionale nonché l’attivazione di un tavolo di confronto con le piattaforme digitali e telefoniche multinazionali distributrici di musica per un maggiore riconoscimento in termini economici dei contenuti musicali".

Provvedimenti simili sono già stati adottati in altri paesi, come ad esempio la Francia, dove la discussione sull'opportunità di adottare linee protezionistiche nella compilazione dei palinsesti musicali radiofonici e televisivi tengono banco da anni. Il Canada, recentemente, si è spinto ancora più in là, tassando i locali che ospitino concerti di band provenienti da oltreconfine.