Musica on-line: Pressplay e MusicNet al bivio

Musica on-line: Pressplay e MusicNet al bivio
Che futuro attende Pressplay e MusicNet, i servizi di download musicale lanciati in rete un paio d'anni fa dalle major discografiche e attualmente in fase di riprogettazione, dopo che il mercato della musica digitale ha preso una piega diversa? (vedi News). Il settimanale americano Billboard fa il punto della situazione e prova a fornire qualche nuovo indizio sulla loro evoluzione.
Il debutto della nuova versione di Pressplay, che il neoproprietario Roxio rimetterà in gioco abbinandola al marchio di Napster (vedi News), sembra definitivamente spostato al marzo 2004, data di chiusura del corrente anno fiscale della società di software americana. Intanto gli ex proprietari della piattaforma, Sony Music e Universal, hanno chiarito i motivi per cui hanno deciso di abbandonare la cabina di comando delle operazioni. “Lavoriamo nel business dei contenuti”, ha spiegato a Billboard Robert Bowlin della Sony; “ non dobbiamo per forza possedere l' 'autostrada' che deve trasportarli, se non lo riteniamo strategicamente necessario”. “Se metti il nome di Napster su un cartellone, la gente sa di cosa stai parlando. Se ci metti il nome di Pressplay, devi spiegare di cosa si tratta”, sintetizza il suo collega Larry Kenswil della Universal. In ogni caso, le due case discografiche (che avrebbero speso finora almeno 60 milioni di dollari nell'impresa, ricavandone poco o nulla se non una striminzita “customer base” di circa 100 mila clienti abituali) terranno un piede nella loro creatura, con un posto garantito nel consiglio di amministrazione di Roxio, azioni per 27,5 milioni di dollari nella società e un “bonus” concordato di oltre 6 milioni di dollari se il nuovo Napster dovesse generare subito un profitto.
Un sentiero simile – mantenimento di una compartecipazione societaria, delega ad altri della gestione operativa del servizio – potrebbe essere percorso dagli attuali proprietari di MusicNet (Bertelsmann, EMI e Warner Music), secondo Billboard: soprattutto dopo che il loro partner tecnologico e maggior finanziatore dell'impresa, RealNetworks, ha acquistato da Listen.com la piattaforma concorrente Rhapsody, ha abbandonato il cda e sembra intenzionato anche ad interrompere la distribuzione commerciale del servizio nel prossimo futuro. Di sicuro, sia Napster/Pressplay che MusicNet dovranno aggiornare e rendere più appetibile l'offerta, se non vorranno essere spazzati via definitivamente dalla concorrenza, legale (Apple) e “illegale” (i soliti Grokster, KaZaA, Morpheus, ma anche servizi come lo spagnolo Puretunes.com, che si è messo a vendere musica on-line con l'autorizzazione di associazioni di artisti ed autori ma senza chiedere il permesso alle case discografiche, vedi News). Entrambe hanno allo studio il progetto di vendere musica “alla carta”, brano per brano (come fa Apple con il suo iTunes Music Store), derogando alla formula rigida e probabilmente già superata dell'abbonamento mensile: ma potrebbe anche essere troppo tardi, con i consumatori già in viaggio su strade differenti.
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