Sergio Sgrilli presenta il primo singolo: ''Canto' allo Zelig, ma sogno Sanremo'

"Questo singolo è la consacrazione di un piccolo progetto partito qualche tempo fa".

Così Sergio Sgrilli, conosciuto per i suoi siparietti all'interno del fortunato show televisivo Zelig, esordisce nel presentare alla stampa - riunita oggi nel locale milanese che dà il nome al programma - il suo primo singolo intitolato "Canto" (NUN Entertainment). "Questo progetto è un punto d'arrivo finto, in realtà non è neanche un punto di partenza", aggiunge Sgrilli, "è un punto e basta". I più affezionati al cabaret avranno avuto modo di affezionarsi alla canzone, perché già sigla dell'attuale edizione dello Zelig Circus, "il brano, però, non nasce come sigla per il programma", ci tiene a sottolineare il comico-cantante, "ma è una delle tante canzoni che ho scritto e che gli organizzatori dello Zelig hanno poi scelto per aprire lo show". Così mentre i suoi colleghi sfornano libri che rallegrano gli scaffali delle librerie italiane, Sgrilli ("per rispetto verso la carta stampata", dice lui) preferisce esordire nel mondo della musica, da sempre sua grande passione. "Pur facendo del cabaret, in cuor mio resto uno che scrive canzoni", spiega, "io nasco come musicista di una band e ho un background da bassista. Sono stato anche all'estero a suonare e, tornato in Italia, vedevo che la gente rideva davanti alle mie esibizioni. Io, però, da musicista non lo trovavo gratificante. Poi un amico mi ha consigliato di andare allo Zelig ed eccomi qua". Il singolo è l'anticipazione di un progetto più ampio, per l'autunno Sgrilli annuncia, infatti, l'uscita di un album: "Ho scritto una trentina di canzoni", dice, "ora l'unico problema è dargli un senso, perché non ho mai scritto per fare un disco, ma per solo scrivere. Un album deve avere un sound determinato e con Stefano Senardi della NUN decideremo se andare sul pop o su altro". Album a parte, però, il suo vero sogno è quello di partecipare al Festival di Sanremo: "Mi piacerebbe tanto, non lo nego. E sono contento che quest'anno ci sia tornato il blues, grazie a Cammariere e a Britti". Proprio quel blues che è stato il suo primo amore: "Ero piccolo e amavo il basso", racconta, "così mi presero a suonare dei quarantenni patiti di blues che mi fecero subito capire di cosa si trattava. Così io a quindici anni suonavo blues, mentre gli altri andavano in motorino". Il racconto continua tra i ricordi di quando, dopo essere passato al rock, è approdato al liscio ("appartenevo a una famiglia molto umile", dice meno divertito, "avevo bisogno di mangiare e per guadagnare qualcosa suonavo anche il liscio, tra le risa dei miei amici"), di quando ha lasciato il basso per imbracciare la chitarra, di quando un incidente gli ha fatto perdere un tono e mezzo di estensione e di quel gruppo che ironicamente fondò e chiamò Funk-Cool. Per terminare poi con qualche accenno allo Zelig, verso cui si dice molto riconoscente ("Lo Zelig mi ha dato tantissimo, anche un'ulcera e una gastrite"), fino ad arrivare a questo suo primo singolo in cui appare anche il nome di Fabio Treves della Treves Blues Band: "Nell'album c'è una chicca che ho realizzato con colui che io definisco il blues fatto uomo", aggiunge. "E se il disco non dovesse avere successo?", si interroga Sgrilli senza però perdere il sorriso, "Non è detto che tutto si fermi. Comunque per ora il problema è far capire alla gente che Sergio Sgrilli non è solo un comico, ma è comicità e musica messe insieme".




Notizia realizzata con la collaborazione di http://www.musicaitaliana.com
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