Torna Napster: nei panni di Pressplay

Torna Napster: nei panni di Pressplay
Napster e Pressplay, il diavolo e l'acqua santa della musica su Internet, potrebbero presto diventare una cosa sola. E' questa, almeno, la clamorosa idea che frulla nella testa dei proprietari di Roxio, l'azienda americana che meno di un anno fa ha comprato all'asta (per circa 5 milioni di dollari, vedi News) quel che rimane del leggendario sito “pirata”; e che ora sta cercando anche di acquistare da Sony e Vivendi Universal la società di musica on-line che finanziano e gestiscono in coppia (vedi News). Se l'operazione, già concordata nelle sue linee di massima, andrà a buon fine, Roxio ne approfitterà per rilanciare un servizio di downloading musicale che utilizzerebbe il nome e il marchio (rinnovato) di Napster poggiando sulle infrastrutture tecnologiche, i fornitori di contenuti e la base di abbonati di Pressplay, una delle due imprese di musica on-line (l'altra è MusicNet) lanciate – invero senza grande successo, finora – dalle stesse major del disco.
Secondo il Wall Street Journal la transazione varrebbe intorno ai 30 milioni di dollari, che Roxio avrebbe accettato di pagare in contanti e in azioni. Ma le complicazioni da superare non sarebbero poche: si tratterebbe di difficoltà non solo di ordine finanziario e legale, ma anche etico e pratico, in quanto le grandi case discografiche si troverebbero paradossalmente a collaborare (e a diventare in parte anche azioniste) di un marchio che hanno combattuto strenuamente fino a pochi mesi fa, decretandone la morte virtuale. Tanto più che sull'accordo aleggia anche l'ombra ingombrante di Shawn Fanning, il fondatore di Napster che la stessa Roxio ha ingaggiato da qualche tempo come consulente. E che l'industria musicale continua a vedere come fumo negli occhi.
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