Inchiesta sull'Accademia di Sanremo: colpevoli silenzi

Inchiesta sull'Accademia di Sanremo: colpevoli silenzi
Sbattuta ieri (venerdì 16 maggio) in prima pagina, con abbondanza di dettagli e ricchezza di nomi e cognomi, dal sempre informatissimo Dagospia, la notizia sull'indagine che riguarda gli illeciti connessi all'appalto sull'Accademia di Sanremo viene ripresa oggi, fra i quotidiani nazionali, soltanto da "La Stampa", che peraltro la confina con grande discrezione nelle pagine delle cronache, con un pezzo in punta di condizionali firmato dal corrispondente da Sanremo.
Chiunque frequenti da addetto ai lavori l'ambiente dell'industria musicale è da tempo cosciente e consapevole del fatto che intorno all'Accademia di Sanremo si muovono da lungo tempo forti interessi economici del tutto estranei alla promozione dei giovani talenti della canzone italiana. Rockol si è più volte occupato della questione (vedi News), anche ospitando dichiarazioni di iscritti all'Accademia (era il novembre del 2001) che raccontavano con dovizia di particolari i curiosi meccanismi che regolano l'operato dell'Accademia stessa. Ma non ricordo di aver mai letto sui "grandi" giornali niente di esplicito in proposito. Del resto, alcuni dei personaggi coinvolti nell'affaire possono vantare importanti e consolidate amicizie nel giro dei media.
Qualche settimana fa, il solito "Striscia la Notizia" aveva toccato l'argomento, ma senza approfondirlo (cosa che mi aveva lasciato decisamente perplesso); evidentemente qualcosa dell'inchiesta in corso era trapelato, ma anche in quel caso lo spesso velo di omertà non era stato squarciato. Nello specifico, quando venne emanato l'appalto per l'affidamento della gestione dell'Accademia Rockol tentò di verificarne la congruità richiedendone una copia al Comune di Sanremo: appariva evidentissimo come le condizioni previste per la partecipazione all'appalto fossero "tagliate su misura" per la Publimod (e altre società intenzionate a partecipare rinunciarono proprio nella consapevolezza di ciò), tanto più che all'emanazione del bando - avvenuta con un anticipo minimo rispetto alla scadenza - non era stata data alcuna evidenza.
Ma alcuni nostri colleghi più esperti, pur avendo a disposizione pulpiti elevati e la copertura di importanti gruppi editoriali, non ritennero allora di spalleggiarci nell'inchiesta, come avevo loro chiesto. Certo, a nessuno faceva piacere mettersi contro alcuni potentati - e del resto, benché spiaccia scivolare nel qualunquismo, la celebre dichiarazione di Elio e le Storie Tese ("E' tutto un magna-magna") rimane del tutto condivisibile. Speriamo che questa sia la volta buona, e che, ora che il bubbone è venuto a maturazione, anche la "compagnia di giro" della stampa musicale non continui a fingere di non vederlo.
(fz)

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