NEWS   |   Italia / 28/09/2013

Paolo Meneguzzi: 'Da oggi sono Pablo e riparto da 'Zero'': l'intervista

Paolo Meneguzzi: 'Da oggi sono Pablo e riparto da 'Zero'': l'intervista

"Zero": Pablo Meneguzzi non poteva scegliere un titolo più azzeccato per il suo nuovo album in studio. Dopo aver pubblicato dodici dischi con un totale di oltre due milioni e mezzo di copie vendute in tutto il mondo e a distanza di quasi tre anni dalla pubblicazione della sua ultima fatica discografica "Miami", infatti, il cantautore svizzero ha deciso di riazzerare tutto e di ripartire daccapo. Cambiando addirittura nome, da Paolo a Pablo (il suo nome all'anagrafe): "Decidere di chiamarmi Paolo, ai tempi del mio debutto discografico in Sud America, si rivelò essere una scelta intelligente dal punto di vista commerciale visto che lì Pablo è un nome davvero comune e nessuno si chiama Paolo. In realtà, però, mi sono sempre sentito Pablo e mi è pesata molto la 'normalità' del nome d'arte che avevo scelto. Per questo mio nuovo progetto discografico, dunque, ho deciso di ritornare al mio vero nome. Ripartire da zero, appunto".

Il disco, in uscita lunedì 30 settembre, rappresenta una sorta di nuovo inizio per Meneguzzi, che per la prima volta in carriera ha deciso non solo di autoprodursi ma di farlo anche lontano dalle grandi etichette: "Sin dal mio debutto discografico sono sempre stato prodotto, questa volta invece ho deciso di produrmi da solo (anche a livello manageriale ed esecutivo). Questa scelta rappresenta per me anche un'importante segnale di quanto sia cresciuto, umanamente e artisticamente, in questi anni". Con "Zero" Pablo racconta quanto accaduto nella sua vita da tre anni a questa parte; e' un album, questo, dedicato alla riscoperta dei valori più importanti, come lui stesso spiega: "Dopo diciassette anni di tour, di viaggi e di album ho deciso di fermarmi e di fare il punto della situazione. Questo stop mi ha portato a vivere una normalità che io non avevo mai vissuto: finalmente ho potuto passare molto tempo insieme ai miei genitori e alla mia famiglia (questo disco lo dedico a mio nonno Franco, una presenza significativa nella mia vita), godendomi la quotidianità. Ho scoperto la vita e ciò mi ha portato a capire il vero senso dell'esistenza, lontano anni luce dalla vita 'parallela' dell'artista perennemente sotto i riflettori. E ora che ci sto dentro, non voglio più uscirne da questa semplicità". La nuova fatica discografica del cantautore di Mendrisio conterrà dodici brani inediti dal sound decisamente pop (seppur con arrangiamenti soul e r'n'b): "Lo stop successivo alla pubblicazione dell'ultimo disco, "Miami", mi ha portato a rivoluzionare anche il mio modo di scrivere. Se in passato scrivevo canzoni una dopo l'altra, scegliendo alla fine le più adatte ad essere inserite in un disco commerciale, ora scrivo di meno e penso di più; in questi tre anni ho scritto solo sedici canzoni e spesso mi è capitato di soffermarmi molto tempo su piccoli particolari. Per quanto riguarda il sound, ho lavorato soprattutto sulle ritmiche: "Zero" è un album pensato per essere suonato dal vivo".

Per scelta dello stesso Pablo, il disco raggiungerà il mercato solo in formato fisico, non in digitale. Una scelta un po' azzardata visti i tempi che stiamo vivendo, dove la FIMI ha riconosciuto come fondamentali per stilare le classifiche di vendita anche i download da iTunes; a tal proposito, però, il cantautore dichiara: "Da oggi non avrò più lo sguardo fisso alle classifiche e cercherò di svincolarmi sempre di più dall'essere commercializzato. Tra l'altro, trovo nel digitale una freddezza e una facile commercializzazione della musica che è davvero deprimente; per tale motivo ho deciso di dare a 'Zero' un peso concreto, reale: "La sensazione dovrà essere quella di avere tra le mani un fiore vero, reale, non digitale. Avere un fiore vero non è la stessa cosa del guardarlo sul computer. E lo stesso discorso dovrebbe essere fatto per la musica". A proposito di musica commerciale e di classifiche, il cantautore spende belle parole sui rap italiani che sempre più spesso, da qualche anno a questa parte, si impongono sul mercato: "Sono da sempre appassionato di musica rap e i miei primissimi singoli si ispiravano proprio alle produzioni dei rapper americani e del primo Jovanotti. Il rap è alla base della mia formazione musicale, così come la dance e la musica r'n'b". Quanto a Sanremo, invece, Meneguzzi dichiara: "Lo scorso anno Fabio Fazio ha scelto di avere in gara al Festival personaggi assai distanti dal nazional-popolare; una scelta, questa, che si è rivelata poco efficiente dal momento in cui quelli che poi sono riusciti ad avere la meglio nelle radio e nelle vendite sono stati Marco Mengoni e i Modà, gli unici appartenenti al nazional-popolare appunto. Non credo di presentarmi in gara per la prossima edizione del Festival: anche se sono un cantautore, purtroppo, vengo visto come un semplice interprete che sforna dischi per venderli alle ragazzine. E temo che il prossimo anno, sul palco dell'Ariston, vedremo ancora meno 'pop' rispetto alla scorsa edizione e più musica di nicchia".

Da qui alla fine dell'anno Pablo Meneguzzi sarà impegnato nel promuovere "Zero": "Cercherò di suonare il più possibile, anche perchè la televisione offre sempre meno spazi a noi artisti per promuovere la nostra musica. Così, mi esibirò in una serie di showcase; inoltre, il mio disco sarà distribuito in esclusiva in un'importante catena di dischi (di cui non posso ancora svelare il nome). Il booklet di 'Zero', poi, fungerà da biglietto per un concerto esclusivo che realizzerò a breve".

Mattia Marzi

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