Comunicato Stampa: 'Italian Jazz Rebels', seconda edizione

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ITALIAN JAZZ REBELS
II edizione

Dopo il buon successo dell’anno scorso con 110 musicisti e quasi 2000 partecipanti (in due soli giornate!) eccoci arrivati alla seconda edizione che si svolgerà a Bologna nelle tre giornate del 31 maggio e 1 e 2 giugno e a Moliterno (PZ) il 14 e 15 giugno.
Viene preservata la gratuità dell’ingresso e la volontarietà dell’iniziativa.
Un particolare invito è stato presentato alle associazioni e ai singoli musicisti di jazz eterodosso (free, avant-garde, jazz-core ecc.), musica sperimentale e musica improvvisata in previsione di creare una rete di comunicazione (maggiore interazione tra le diverse situazioni) e un’orchestra-laboratorio che lavori su materiale e idee originali e composizioni dei musicisti stessi. La finalità della manifestazione è cambiata: non più “contro” i tristi Jazz Festival ma contro la pietosa politica (anche culturale) del governo Berlusconi.
La situazione culturale italiana ha passato da tempo i limiti della decenza e la desertificazione culturale avanza ad ogni livello. Queste giornate saranno anche un momento per manifestare la propria disapprovazione o il proprio disgusto per come vengono trattate nel nostro Paese le arti, nel nostro caso specifico quella musicale (ad es. guardando le programmazioni dei festival con i soliti quattro noti). Non esiste “formazione” di un pubblico che viene, anzi, massacrato nella sua sensibilità uditiva con la ripetizione del già sentito. Pochissimi osano e il rincoglionimento è totale: dalla TV ai festival siamo ancora nella provinciale Italietta degli anni Cinquanta.
Dalla negazione all'affermazone.
Noi, al contrario, vogliamo seguire nuove vie, sentieri musicali non ancora battuti, percorsi sonori inesplorati, musicisti che abbiano genio ma anche pazzia e solo con l’interscambio di nuove idee musicali si può creare un movimento di discontinuità. Ci proporremo come veri e propri partigiani armati dei nostri strumenti: senza essere solo “resistenziali” nel tentativo di salvaguardare una certa cultura ma soprattutto essendo radicali nella forma e utopici nei suoni.
La triste situazione internazionale ci porta ulteriormente forza nell'agire pratico senza sbandierare soltanto vacue parole (sport prediletto dai parolai in carriera).
A ognuno la propria voce!
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