NEWS   |   Industria / 07/05/2003

Pirateria on-line: le majors preparano nuovi 'sabotaggi' ai file trader

Pirateria on-line: le majors preparano nuovi 'sabotaggi' ai file trader
Scottate da alcune recenti sentenze emesse dalla magistratura (come quella che pochi giorni fa, vedi News, ha “assolto” Grokster e Morpheus da ogni responsabilità per i file musicali che vengono illegalmente scaricati dai loro utenti), le major discografiche si preparano ad una escalation nella guerra alla montante pirateria digitale: un articolo pubblicato domenica scorsa (4 maggio) sul sito Web del New York Times ribadisce che alcune delle maggiori imprese del settore figurano tra i finanziatori occulti di aziende di software americane, attualmente impegnate nello sviluppo di programmi destinati a sabotare chi scarica abusivamente musica da Internet. Il pezzo riporta le dichiarazioni di Marc Morgenstern, amministratore delegato della software house Overpeer, che ha ammesso di ricevere sostegno economico da diverse aziende di spicco del settore dei media, senza rivelarne naturalmente l'identità.
Le iniziative allo studio delle case discografiche e dei loro partner, riporta il Times, variano da azioni “soft” di dissuasione a veri e propri sabotaggi ai limiti della legalità. Tra i progetti in cantiere ci sarebbero dei software -conosciuti in gergo come “cavalli di troia” - destinati semplicemente a pilotare automaticamente verso siti legali di download a pagamento gli internauti che cercano di scaricare illegalmente musica dalla rete. Ma in altri casi la controffensiva potrebbe prendere la forma, assai più “violenta”, di applicazioni che bloccano temporaneamente le connessioni Internet degli utenti e il funzionamento dei loro pc (con il rischio di perdere i dati non salvati) o di programmi che intasano le reti di scambio peer-to-peer mascherandosi da file musicali: azioni che l’industria discografica ha già intrapreso, in passato, nel tentativo di arginare un’attività che le sottrae, da stime recenti, oltre 4 miliardi di dollari di fatturato all’anno, ma che nel prossimo futuro sarebbero destinate ad estendersi su larga scala (tribunali permettendo).