Grooveshark: 'Il peggio è passato, ora raccogliamo i frutti del nostro lavoro'

Dopo avere concordato una risoluzione amichevole della vertenza con EMI Music Publishing e siglato un contratto di licenza con l'altro editore musicale Sony/ATV, il servizio di streaming musicale Grooveshark, spesso accusato di violare i copyright di artisti, autori e operatori dell'industria musicale, sta cominciando a raccogliere i frutti della sua attività. Così racconta in un'intervista a Business Insider l'amministratore delegato Sam Tarantino, che definisce il periodo compreso tra inizio 2011 e 2012 (quello in cui la sua applicazione venne estromessa dagli app store di Apple e Google) come "l'anno in cui abbiamo preso diecimila volte pugni in faccia", ma ora non sembra troppo preoccupato delle pendenze giudiziare ancora in corso con Universal, Sony Music e Warner.

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I numeri, innanzitutto: Tarantino sostiene che la piattaforma sta aggiungendo di media 200 mila nuovi utenti al mese, molti dei quali attraverso le reti mobili ("un anno fa abbiamo preso la decisione di optare per una web app HTML5, con il beneficio di diventare agnostici in termini di lettori e sistemi operativi e di risultare accessibili via browser su ogni tipo di smartphone o tablet attraverso il sito Grooveshark.com), mentre il numero dei dipendenti (ridotto da 145 a 60 unità un paio di anni fa) è risalito a 85. "Abbiamo contato sulle sole nostre forze sin dall'inizio ed è solo ora che i nostri passi lenti ma costanti stanno cominciando a produrre risultati", sostiene l'ad di Grooveshark difendendosi dalle accuse: "Abbiamo sempre operato con l'intenzione di diffondere sulla piattaforma contenuti autorizzati, e lo facciamo da 7 anni. La gente tende a dimenticare che ho inaugurato questa società perché prima di tutto sono un musicista, e il mio obiettivo è sempre stato quello di sfruttare la tecnologia per aiutare gli artisti a crescere. Negli anni ci hanno visti come la pecora nera perché abbiamo sviluppato la nostra società in Florida e non nella Silicon Valley. Nessuno capiva realmente chi fossimo. E quando raggiungi una dimensione tale da poter sfidare l'establishment per qualcuno può diventare una cosa preoccupante, se non comprende quali sono le nostre motivazioni. Credo che in molti pensassero a noi semplicemente come a un gruppo di programmatori che vuole rovinare un'industria ma la verità è che stavamo facendo il nostro massimo con risorse limitate". Tarantino sottolinea che molti degli utenti a pagamento di Grooveshark "ammettono che la vera ragione per cui si abbonano sta nella volontà di sostenere un sito che amano. Queste persone sono dei fan, e qualunque società ti dirà che esiste un'enorme differenza tra un fan e uno spettatore".

Quanto ai programmi futuri, Tarantino anticipa che ci sono "alcuni importanti piani di lancio in cantiere per l'autunno con l'obiettivo di amplificare la mobile experience; il mobile è una parte molto importante della nostra strategia globale di evoluzione". Incitato dall'intervistatore, e dopo avere sottolineato che il vero business, oggi, risiede nella musica dal vivo, l'imprenditore americano si lancia poi in una previsione sul futuro dell'industria musicale: "I vincenti, nel music biz, sono coloro che si concentrano nel creare una consumer experience a 360 gradi accoppiandola a molteplici fonti di ricavo. Si tratta di produrre grandi contenuti di grandi artisti che la gente desidera vedere, ascoltare, sentire. Chi non si allinea si trovera in difficoltà".

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