Pandora vs. ASCAP, alla Web radio garantito l'accesso a tutto il repertorio

La guerra delle royalty e delle licenze tra Pandora e le società degli autori americane segna un punto a favore della Internet radio americana. Il tribunale del Southern District of New York (Manhattan) competente in materia, infatti, ha deliberato che la licenza quadro concordata con l'ASCAP (American Society of Composers, Authors and Performers), valida fino al 31 dicembre 2015, copre tutto il suo repertorio e dunque anche quello delle società - le major Sony/ATV, EMI Music Publishing, Universal Music Publishing e BMG - che hanno scelto di ritirare alla "collecting" il mandato per quanto riguarda l'amministrazione dei diritti digitali così da stipulare con la controparte accordi individuali auspicabilmente più vantaggiosi, ma al tempo stesso creando il rischio temporaneo di un "vuoto" di rappresentanza. In sostanza, ha spiegato il giudice Denise Cote nella motivazione della sentenza, ASCAP non può rifiutarsi di concedere licenze o di restringerne la portata mentre l'utilizzatore del repertorio negozia con i titolari un accordo a tassi diversi.

Il secondo aspetto della vertenza riguarda la misura delle royalty concordate ai tempi con ASCAP, e che Pandora contesta ora in tribunale ritenendole inadeguate ai tempi e alla realtà del mercato: su questa materia il giudice ha fissato un'udienza per il 4 dicembre prossimo. "La decisione della Corte di formulare un giudizio sommario non incide sulla nostra posizione essenziale nella vertenza, in base alla quale gli autori di canzoni meritano un'equa ricompensa per il loro duro lavoro: una questione sulla quale il tribunale non ha ancora deciso", ha dichiarato l'amministratore delegato dell'ASCAP John LoFrumento. "Attendiamo con impazienza il processo del 4 dicembre, in cui l'ASCAP dimostrerà il vero valore dei diritti di pubblica esecuzione di autori e compositori: un valore che i concorrenti di Pandora nel settore dello streaming musicale hanno riconosciuto negoziando, invece di litigare, con i creatori di musica".

La materia è complessa e intricata: da un lato, pur di bypassare l'ASCAP (e l'altra agenzia di collecting BMI) e assicurarsi l'accesso a tutto il repertorio, Pandora ha accettato di negoziare separatamente con le major, garantendo loro - pare - royalty più elevate. Dall'altra, la Web radio le sta provando tutte per diminuire il peso percentuale che i costi connessi alle royalty esercitano sui suoi bilanci. A tale scopo ha anche acquistato una piccola stazione radio di Rapid City, North Dakota, così da approfittare degli sconti che le società degli autori concedono alle emittenti che trasmettono anche via etere. Le stesse major guardano ora con preoccupazione all'esito del processo: se il giudice, d'ufficio, decidesse di abbassare sostanzialmente il tasso delle licenze dovute all'ASCAP, rischierebbero di perdere milioni di dollari.

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