Rara intervista di Bernie Taupin, il paroliere di Elton John

Rara intervista di Bernie Taupin, il paroliere di Elton John

Tutti lo conoscono come "il paroliere di Elton John".

E indubbiamente è vero: su 30 album pubblicati dal Rocket Man, i testi di 28 sono suoi. Certo che la definizione gli va stretta, visto che da molti anni dipinge e si occupa di cavalli. E non abita più in Gran Bretagna. In una rara, lunga intervista concessa da Bernie Taupin al "Telegraph" in occasione della pubblicazione di "The diving board", il nuovo album di Sir Elton, il "lyricist" accoglie il giornalista Mick Brown presso il ranch di Santa Barbara dove risiede da vent'anni. E gli fa ben capire che nella vita non fa solo il paroliere di John ma dipinge, cucina, legge molto e produce un programma, "American roots radio", per la statunitense Sirius. Già, American: perché per lui, da sempre, la passione è tutto ciò che è dipinto a stelle e strisce. Crescendo a Owmby-by-Spital nel Lincolnshire, vedeva sventolare la Union Jack e pensava agli amati film con i cowboy e gli indiani. Era già immerso nell'imagerie americana prima ancora che mettesse piede dall'altra parte del'Atlantico. Immagini di frontiera e di guerra civile si erano infiltrate nei suoi testi quasi subito, e così quando Elton debuttò negli USA, al Troubadour di Los Angeles nel 1970, lui si sentì finalmente arrivato a casa.

Ora Bernie abita negli States da 40 anni e da 10 mon mette piede in Gran Bretagna. "L'Inghilterra che ricordo non esiste più", dice. "L'ultima volta che ci sono stato mi somno sentito uno straniero". Il grande ranch in cui abita con sua moglie non ha vicini e il paese più prossimo è lontano chilometri. "Più gente incontro e più apprezzo i miei cani", dice sogghignando e poi sottolineando la sua passione per i cavalli: "Ho sempre voluto fare il cowboy. Ho sempre voluto immergermi in questo stile di vita".




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E adesso "The diving board" che arriva ad oltre 40 anni da quella prima collaborazione che si chiamava "Empty sky". "Tra fine anni Ottanta e inizio Novanta abbiamo fatto degli album che, sinceramente, facevano piuttosto cagare. Io e lui non comunicavamo abbastanza ed è arrivata della compiacenza. Ma adesso sono veramente orgoglioso delle cose che stiamo facendo. Sento che abbiamo ritrovato le nostre passioni". Il paroliere di Elton John ha finito di parlare. Paroliere? "No, preferisco pensare a me stesso più come ad un cantastorie".

 
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