David Byrne & St. Vincent: il report dal concerto di Firenze

David Byrne & St. Vincent: il report dal concerto di Firenze

Nel suo bel libro “Come funziona la musica” (nelle librerie da qualche giorno tradotto da Bompiani; consigliatissimo) David Byrne racconta di quanto sia da sempre importante per lui la dimensione teatrale negli spettacoli dal vivo. Byrne rifiuta l'assunto che vige tra il pubblico americano secondo cui l'unico modo per essere “autentico” in scena è essere pseudo-naturalistico. Fin dai tempi dei Talking Heads le performance live di Byrne hanno sempre avuto trovate e bizzarrie teatrali, spesso ispirato da tradizione lontane e millenarie come il Kabuki giapponese (ricordate le giacche gigantesche nel tour-film “Stop Making Sense”?).
Il tempo passa, i capelli s'imbiancano, la pancetta si palesa, ma in Byrne continua ad essere viva la voglia di divertirsi e divertire sperimentando. Per il tour con Annie “St. Vincent” Clark (partito a Giugno negli States e terminato proprio ieri con la data fiorentina) ha deciso di giocare tutto sulle coreografie formate dallo straordinario ottetto di ottoni (due sax, due tromboni, un corno francese, un flauto, una tromba e un basso tuba), come pezzi di una scacchiera surreale che si muovono, marciano, si sdraiano, cantano (in “Wild wild life”) e danzano oltre a formare l'ossatura sonora dell'intero concerto.
Oltre ai fiati, sulle retrovie un batterista e un tastierista che insieme alle due chitarre dei front leader completano il set musicale della band.
Diciamolo subito. Il concerto è stato da ogni punto di vista uno dei più belli, emozionanti, divertenti e artisticamente eccellenti che abbia visto negli ultimi anni.
Sul talento di Byrne e di St. Vincent non c'è molto da aggiungere, ma quel che stupisce è la straordinaria alchimia raggiunta da due. La setlist comprende nove dei dodici brani di “Love this giant” il disco della loro collaborazione che, come racconta St. Vincent tra un brano e l'altro, è stato scritto a distanza nel corso di tre anni attraverso scambi di mail e file. Se il disco non aveva pienamente convinto tutti (compreso il sottoscritto), in questa versione da brass band, assai debitrice alla lezione di Charlie Mingus, le canzoni acquistano una nuova veste, complessa e articolata nell'esecuzione, ma che rispettano la forma della canzone pop.
Il concerto poi è impreziosito dalle canzoni del repertorio solista dei due artisti. Byrne non ha che l'imbarazzo della scelta, però preferisce riprendere in apertura la recente collaborazione con Brian Eno (“Strange Overtones”) e quella con gli X-Press 2 (“Lazy”). Forse i momenti più intensi sono quelli dedicati alle canzoni di St.Vincent: in “Northern Lights”, mentre gli ottoni costruiscono una tappeto cinematico che sembra uscito dal miglior John Williams, Annie e David mimano un combattimento di kung-fu di fronte a un theremin, mentre in “Cheerleader” la chitarra affilata della giovane polistrumentista di Tulsa stende per terra tutti gli altri musicisti.
Byrne non esce mai dal palco durante le esibizioni di St.Vincent, ma anzi partecipa e guida le danze con i suoi buffi balletti (molto simili a quelli di Caetano Veloso negli ultimi tour) e si preoccupa di comunicare tutti i side project dei componenti della band (la sua lucidità d'analisi del music business contemporaneo è un altro straordinario elemento del libro in uscita). St Vincent è semplicemente meravigliosa, con la sua capigliatura ossigenata, i suoi passettini con i tacchi alti e le sue mosse da Re Topo dello Schiaccianoci. No wave e pop, Walt Disney e Bjork.
Gran finale con “Burning down the house” e la sognante “Cruel”. Nel secondo encore dopo l'esaltante esibizione di quello straordinario (e attualissimo) pezzo che è “Road to Nowhere”, come un brass band di New Orleans tutti quanti sono scesi suonando in platea, felici e commossi per l'accoglienza e per celebrare la chiusura del tour.
Amiamoli questi giganti.

(Michele Boroni)

SETLIST:
Who
Weekend in the Dust
Save Me From What I Want
Strange Overtones
I Am an Ape
Marrow
This Must Be the Place
The Forest Awakes
Optimist
Like Humans Do
Lightning
Wild Wild Life
Cheerleader
Lazy
I Should Watch TV
Northern Lights
The One Who Broke Your Heart
Outside of Space and Time
Cruel
Burning Down the House
The Party
Road to Nowhere
 

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