SiriusXM non paga royalty sui brani pre '72, fioccano le azioni legali

SiriusXM non paga royalty sui brani pre '72, fioccano le azioni legali

Artisti, case discografiche e società di collecting sul piede di guerra contro il colosso della radiofonia statunitense SiriusXM, accusato di non pagare royalty per la pubblica diffusione di brani antecedenti al 1972. Alle azioni legali avviate nelle scorse settimane dalla collecting SoundExchange (che lamenta il mancato versamento dei diritti dal 2007 al 2011) e dalla band dei Turtles, nota negli anni Sessanta soprattutto per l'hit "Happy together", si sono aggiunte ieri quelle promosse dalle case discografiche Capitol Records, Sony Music Entertainment, Universal Music e ABKCO (che detiene il catalogo dei Rolling Stones fino al 1971) e, per loro intercessione, da cantanti come Dionne Warwick (che recentemente ha dichiarato bancarotta). "I classici registrati prima del 1972 sono una parte importante della cultura americana così come della programmazione di SiriusXM", ha dichiarato l'interprete lanciata da Burt Bacharach e Hal David in un comunicato emesso dall'associazione dei discografici RIAA. "I grandi artisti trasmessi dalle stazioni che programmano musica degli anni '40, '50 e '60 dovrebbero essere trattati con rispetto e adeguatamente compensati. Anche SiriusXM dovrebbe fare altrettanto, fare la cosa giusta e non 'passare oltre' ", conclude la Warwick citando il suo maggiore successo, "Walk on by".

Il problema nasce da un buco legislativo: la prima legge federale sui copyright risale appunto al 1972, mentre le registrazioni pubblicate prima del 15 febbraio di quell'anno restano regolamentate negli Stati Uniti da leggi statali diverse tra loro. L'Ufficio Copyright americano precisa inoltre che in base alla normativa attuale "le registrazioni pre 1972 possono continuare ad essere protette da leggi statali fino al 15 febbraio del 2067, data a partire dalla quale entreranno nel pubblico dominio".

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