Regno Unito, dal governo 3 milioni di £ alle indie per favorire le esportazioni

Il governo britannico ha deliberato di stanziare fino a 3 milioni di sterline a favore delle etichette indipendenti locali per promuoverne le attività di esportazione. Il progetto, battezzato Music Export Growth Scheme, finanziato dal dipartimento governativo UK Trade & Investment (UKTI) e annunciato oggi dal Business Secretary Vince Cable a seguito di un incontro a Downing Street tra il primo ministro David Cameron e i maggiori rappresentanti dell'industria discografica britannica (ma anche di Spotify), offre ad aziende discografche e società di management di piccole e medie dimensioni la possibilità di richiedere sovvenzioni per una cifra compresa tra 5 mila e 50 mila sterline (quasi 6/60 mila euro al cambio attuale): nell'arco dei prossimi tre anni le somme serviranno a finanziare all'estero attività di marketing e promozione relative a specifiche pubblicazioni discografiche. A decidere come allocare le risorse - con preferenza per i progetti che riguardano nuovi artisti che hanno iniziato la carriera discografica negli ultimi tre anni - sarà un comitato di esperti in cui siederanno rappresentanti delle stesse indie, del Music Managers Forum e dell'associazione nazionale dei discografici BPI.

"L'industria musicale britannica incarna indubbiamente una storia di successo", ha spiegato Cable. "Siamo leader a livello mondiale, nel campo del talento creativo, e la nostra musica è stata esportata ovunque nel mondo. Questo successo mondiale si traduce anche in occupazione e crescita economica nel Paese, e il governo deve fare tutto il possibile per dare appoggio ai suoi settori vincenti e assicurarne il futuro successo. Questi finanziamenti serviranno proprio a questo scopo e aiuteranno centinaia di piccole e medie imprese a esportare di più".

Improntate alla massima soddisfazione, ovviamente, le dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali Geoff Taylor (BPI) e Alison Wenham (Association of Independent Music) mentre il discografico indipendente Korda Marshall della Infectious Records (Alt-J, Local Natives, Drenge, These New Puritans), che ha partecipato all'incontro con Cameron, ha ricordato che "le etichette britanniche hanno un curriculum fantastico, quando si tratta di imporre sul mercato nuova musica di qualità, ma può essere molto frustrante sapere di avere per le mani una band davvero speciale senza avere a disposizione i mezzi per alzarne il profilo a livello internazionale con la rapidità che si vorrebbe. All'estero si percepisce chiaramente un enorme appetito per la musica britannica, e questo nuovo progetto aiuta a venirvi incontro: non può essere altro che una buona notizia per chi ama e ha a cuore la nostra musica".

L'amministratore delegato dell'ente governativo UKTI, Nick Baird, ha invece voluto ricordare i recenti successi sul mercato internazionale di artisti come Adele, Mumford & Sons, Ed Sheeran e One Direction, capaci di "contribuire alle casse del Regno Unito per oltre 100 milioni di sterline all'anno attraverso le vendite all'estero così come di promuovere le nostre arti e la nostra cultura", e sottolineare che l'iniziativa rientra nel progetto più ampio di creare mercati di esportazione per altre 100 mila aziende britanniche, "un incremento che potrebbe aggiungere 36 miliardi di sterline alla nostra economia".

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