Google pubblica un rapporto online: 'Ecco come combattiamo la pirateria'

Periodicamente, case discografiche e cinematografiche accusano Google di fare troppo poco per bloccare la pirateria e dissuadere chi cerca di accedere a contenuti illegali in rete attraverso il suo omnicomprensivo motore di ricerca. E periodicamente la Web company di Mountain View prova a replicare punto per punto, anche se neanche due mesi fa il presidente della società Eric Schmidt ha precisato che "eliminare i siti pirati dai motori di ricerca è un atto contrario alla filosofia di Google".

L'ultimo contrattacco prende le forme di un rapporto pubblicato online e dal titolo esplicito, "How Google fights piracy", in cui la linea di difesa si articola sostanzialmente in tre punti: l'offerta di alternative legali, il blocco delle pubblicità e la rimozione dei link alle pagine contestate. "Ogni volta che un appassionato di musica sceglie YouTube o Play al posto di una fonte non autorizzata si realizza una vittoria nei confronti della pirateria", sostiene il direttore degli affari legali di Google Fred von Lohmann. Quanto al blocco dei siti illegali che si foraggiano con inserzioni e spot anche di grandi marchi, la società sottolinea di avere disabilitato nel solo 2012 le pubblicità indirizzate a oltre 46 mila siti che violano sistematicamente i copyright. Nel suo blog, von Lohmann fa infine notare che "durante il 2012 i titolari dei diritti e i loro agenti ci hanno inviato notifiche di rimozione per oltre 57 milioni di pagine Web. Il nostro tempo di reazione a tali notifiche, in media, è stato inferiore alle 6 ore" (nel corso dell'anno, precisa Google, la sola federazione dei discografici americani RIAA ha inviato 8 milione di richieste di rimozione, contro i 7 milioni della britannica BPI, che peraltro il mese scorso ne ha trasmesse ben 4 milioni).

Google sostiene tuttavia che la sua importanza, come collettore di contenuti pirata, sia sovrastimata: i principali motori di ricerca rappresenterebbero in realtà "meno del 16 % del traffico su siti come The Pirate Bay", mentre la ricerca di termini come "download" o "mp3" da parte degli utenti sarebbe molto meno frequente di quella relativa a nomi di artisti e titoli di canzoni (un esempio: "Flo rida whistle" è stato ricercato 30 volte di più di "Flo rida whistle download").

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