Samuele Bersani racconta il nuovo album "Nuvola numero nove": la videointervista

Samuele Bersani racconta il nuovo album "Nuvola numero nove": la videointervista

“Ho avuto tempo per vivere - ho raccontato quello che ho vissuto”: Samuele Bersani spiega così “Nuvola numero nove”, il suo primo album di inediti in 4 anni, in uscita domani, 10 settembre.
In questi anni sono successe tante cose: un lungo soggiorno in Islanda, un cambio di staff, la partecipazione a Sanremo (e la raccolta con inediti “Psyco”). Ma soprattutto è mancato il suo mentore Lucio Dalla: “Faccio questo lavoro perché mio padre è un flautista, ma perché qualcuno una volta si è fermato ad ascoltare una mia canzone”, dice - commuovendosi ancora - Samuele: ha inciso questo disco per Lucio (è a lui dedicato) ma anche con Lucio, almeno indirettamente. Il cantautore romagnolo ha trovato ispirazione dagli studi di registrazione di Dalla a Bologna, affittati (in accordo con gli eredi) per l’incisione. Lì, in quel piccolo scatinato dove sono nati tanti capolavori, Samuele ha incontrato la stampa: “Questo disco l’ho pensato in giro ma realizzato qua dentro. Non è la prima volta che incido qua: temevo che dopo la scomparsa di Lucio questo posso venisse non abbandonato ma dimenticato: è questa la sua vera eredità, non le barche di cui si parla”.
Ma “Nuvola numero nove” è molto di più di un tributo a Dalla: è il primo tutto prodotto e arrangiato da Samuele (“Sapevo sarebbe stato diverso: ho perso quella sponda magica, quel confronto che era possibile in ogni momento”, dice). Ed è un disco musicalmente molto ricco, molto “suonato”: Samuele dice che è meno verboso, ma è comunque ricco di storie e personaggi, con quello stile narrativo unico e riconoscibile Le canzoni, spiega Samuele, parlano soprattutto di relazioni tra persone, non necessariamente amorose: “Ho sentito la necessità di parlare del tramite, del rapporto. Sono storie nelle quali ho capito che per riconoscersi del tramite, uno specchio che non porta la nostra immagine ma quella di un’altra persona. C’è bisogno di un tramite per scacciare via i propri demoni. Ho puntato sullo scrivere delle storie che parlassero di coppie, rapporti” - un tema esemplificato dal primo singolo “En e Xanax”, ma ripreso anche in altri brani come “Ultima chance” o “Spia polacca”.

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Alcune canzoni sono co-firmate: “Ho passato due giorni su internet a vedere cosa mi piaceva del panorama contemporaneo. Ho trovato una canzone cantata da due ragazzini su un divano: mi è piaciuto ed è diventata una canzone del disco. Uno fa il medico, l’altro agente immobiliare a Londra”, dice di “Desireé” scritta a partire da un pezzo di Gregorio Salce e Matteo Fortuni (che suonano anche nell’album); la conclusiva “Il re muore” è frutto di una collaborazione con gli Egokid, “Spia polacca” porta la firma di Gaetano Civello (già visto a “Star academy”: ora sta lavorando con Pietro Cantarelli - tastierista di Fossati, con cui era andato in tour prima del talent).
Piccola citazione che si farà notare in “Chiamami Napoleone”: “Qui non c’è più niente da musicare se non un disco dei Modà”, canta Samuele, che però ci tiene a sottolineare: “Non è un dissing”, spiega. “C’è stato un momento in cui tutte le volte che accendevo la radio c’erano sempre i Modà: è una constatazione amichevole. Io racconto per istananee e chi racconta meglio di questo periodo i Modà che sono sempre alla radio...”. E una spiegazione per il titolo: “Nuvola numero nove” è la versione italianizzata di “Cloud nine”, che a sua volta è la versione anglosassone di “Settimo cielo”, titolo di una delle canzoni del disco: “Un’espressione molo usate nella musica anglosassone - c’è una canzone di Brian Adams, un disco di George Harrison - ma da noi no. La copertina è una foto scattata a Cattolica con l’iPhone, che poi abbiamo rielaborato”. Per vedere Samuele in tour bisognerà aspettare l’inizio del 2014: “E’ un disco fatto per essere suonato dal vivo”, spiega Samuele.

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