UK, il Sindacato Musicisti vuole l'equo compenso sulla vendita di lettori Mp3

La federazione sindacale britannica TUC (Trades Union Congress) appoggia la proposta della Musicians' Union - il locale Sindacato Musicisti - di introdurre una tassa di "equo compenso" sulla vendita di lettori musicali digitali, ora che il governo sta cercando di modificare la legge sulla copia privata rendendo legale la duplicazione di Cd e Dvd su computer e apparecchi come l'iPod. Nel lanciare la sua campagna, la MU ha fatto riferimento alle direttive europee in materia, ricordando che una simile imposta è entrata da tempo in vigore nella maggioranza dei Paesi dell'Unione Europea senza incidere negativamente sulla domanda o sulle tasche dei consumatori.

"Non stiamo proponendo una 'tassa sull'iPod' che gravi sul consumatore", ha spiegato il segretario generale John Smith. "Quel che chiediamo, invece, è un equo compenso dei creatori delle opere dell'ingegno da parte dei produttori dei dispositivi. Su ogni pezzo venduto, questi ultimi pagano già licenze per i brevetti e i software. Eppure, stando alla proposta di legge avanzata dal governo britannico, l'atto di copiare musica su tali apparecchi - il contenuto verso cui il consumatore mostra maggiore interesse - non genererà alcun introito per i musicisti". " A dispetto della grande reputazione internazionale di cui godono nel mondo i musicisti britannici", ha concluso Smith, "più della metà dei membri della MU ricava ancora meno di 20 mila sterline all'anno dalla sua attività professionale. Abbiamo una delle migliori industrie musicali del mondo, e il Governo dovrebbe rendere più facile, non più difficile, la sopravvivenza alla nostra categoria".

In Italia un decreto firmato il 30 dicembre 2009 dall'allora Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha esteso il pagamento dell' equo compenso (incassato dalla SIAE) ai produttori di computer e telefoni cellulari dotati di memoria interna.

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