Kim Dotcom rinuncia alla guida di Mega: nei suoi piani anche un partito politico

Kim Dotcom rinuncia alla guida di Mega: nei suoi piani anche un partito politico

Battaglie legali ancora in corso, aspirazioni politiche e nuove attività imprenditoriali, informa un documento ufficiale intercettato dal sito TorrentFreak, hanno convinto Kim Dotcom (vero nome Kim Schmitz) a fare un passo indietro, rassegnando le dimissioni da direttore del servizio cloud Mega, da lui lanciato nel gennaio di quest'anno dopo il raid che nel 2012 aveva portato al suo arresto e alla chiusura della piattaforma di file hosting (per lo più illegale) MegaUpload. Tra le altre attività a cui il discusso imprenditore intende dedicarsi in futuro c'è anche un nuovo servizio di musica digitale che dovrebbe debuttare nei prossimi mesi e a cui stanno lavorando 22 sviluppatori (per ora si sa solo che non si chiamerà Megabox come si era pensato inizialmente).

Insieme ad altri colleghi di MegaUpload Dotcom/Schmitz, che si trova in Nuova Zelanda, sta combattendo in tribunale contro una richiesta di estradizione presentata dal governo americano che intende processarlo per frode, riciclaggio di denaro e violazione di copyright. Un'udienza era stata fissata per il mese di novembre ma - per cavilli e questioni legali - potrebbe essere spostata al mese di aprile dell'anno prossimo. A proposito dei suoi programmi politici, che lo vedono intenzionato a lanciare un nuovo partito in vista delle elezioni che avranno luogo l'anno prossimo in Nuova Zelanda, Dotcom ha dichiarato a TorrentFreak di sentirsi pronto "a fare della Nuova Zelanda un player significativo della Internet economy". "Qualcuno", ha aggiunto, "dovrà guidare il Paese in futuro, ma sfortunatamente il governo attuale non ha idea di che aspetto avrà".

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