Comunicato Stampa: Joyello & La Sua Cheesy Orchestra alla Fnac di Verona

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JOYELLO & LA SUA CHEESY ORCHESTRA
Fnac Verona, Creation, Livepoint, InCittà e RadioBlu presentano il settimo appuntamento di MusicAlive, progetto di promozione dei talenti musicali veronesi.

Pop jazz di qualità (loro si definiscono una band Roughlounge) per questa ensemble veronese che si muove sulle coordinate della musica di Burt Bacharach, Tony Renis e Nino Ferrer

Venerdi 18 Aprile ore1 8:00

Qui non esistono Santi o Eroi, seriose università o dotti esercizi di stile.

Anche se in repertorio ci sono nomi illustri e compositori internazionali (da Bacharach a Farres, da Tenco a Martino, da Renis a Ferrer, da Califano a Davis, etc.), ai pirati di Joyello e della sua Cheesy Orchestra non importa nulla né, tantomeno, che la dizione sia perfetta e l’intonazione rientri nei canoni del belcanto. Loro, quasi fossero i Brutos, i Buscaglione, i Carosone, i Ghigo scagliati dagli anni Cinquanta/Sessanta dentro i portali del secondo millennio, giocano e fanno sberleffi, sorridono con la maschera irridente di un Pulcinella o di un Arlecchino e pigiano sui pedali dell’ironia e del burlesque, di un surreale tropical… padano e di suoni raccattati nei bauli dei genitori o nei ripostigli di vecchi cinema e dimenticate balere.


Ma soprattutto Joyello e la sua diabolica banda sono corsari che non temono i pericoli, audaci jokermen che non amano le icone e la sacra…intangibilità del passato, che tra gli immortali può essere un Se stasera sono qui o E la chiamano estate, un Quando dico che ti amo o Ma che freddo fa, un Chissà chissà chissà o Al telefono. Loro, fedeli seguaci di Frank Zappa e Captain Beefheart, smontano e rimontano le colonne sonore di un tempo con la precisione di un orologio e con il beffardo ghigno di un comico e te la riconsegnano metaforicamente dentro un pacchetto dove accanto alle biglie, al meccano e alle figurine Panini di un “c’era una volta”, trovi felicemente sposati le chitarre degli Shadows e il …personal computer, gli slow eroticamente consumati sulla Riviera romagnola e le sofisticate, campionate tastiere del Duemila.
“Si Señor!”, ad una prima lettura, ti sembra un bivacco tra amici, un bicchiere della staffa prima di andare a dormire. Poi, ascoltandolo a più riprese, senti anche la profondità di un progetto, la bravura dei musicisti e l’implacabile malinconia del tempo che fugge.

Giampaolo Rizzetto (dalle note di copertina del CD)

La Cheesy Orchestra:
Chi non ha mai canticchiato canzoni come “I’ll never fall in love again” o 'Walk on by' di Burt Bacharach? Chi non è mai stato sorpreso a fischiettare “Arriva la bomba” o “Quando quando quando” sotto la doccia? E' la forza del POP, della musica leggera "di una volta" così ben ambientata nella memoria di ognuno di noi.
Ecco cos’è scattato nel 2000 quando attorno a Joyello, Santi B. e Jacopino da Pastrengo (tre ex Le Madri della Psicanalisi, fortunata cult band degli anni 90 scaligeri), si unirono Fernando Delicado Saõ Tanburo, Deleng Delong e Manolito Petersen per creare JCO.

L'idea di far rivivere quelle canzoni col piglio moderno dettato dalla passione e dall'amore per la musica “di una volta” piuttosto che per becero gusto da 'revival' o per seguire "filoni" o "mode", ha portato il gruppo alla decisione di realizzare ‘Si señor!”, un CD con 11 pezzi (più tre bonus tracks!) estratti dallo sterminato repertoro dell’orchestra.

Il disco, registrato negli studi privati del gruppo, ammicca con gusto al cheesy-listening di un sornione Dean Martin (Dondolando/sway) passando con grande indifferenza per il pop cubano di Osvaldo Farres (Chissà chissà chissà / Quizas quizas quizas) , l'immenso pop di Burt Bacharach (Te ne vai / Walk on by), lasciando in fine grande spazio all'immancabile e forse ovvia canzone nostrana di Nada (Ma che freddo fa), Johnny Dorelli (Arriva la bomba), Nino Ferrer (Il baccalà, Al telefono) e Tony Renis (Quando dico che ti amo). ….


Cheesy Orchestra nel giro di pochi anni è diventata una realtà consolidata nei club più esclusivi del nord est al punto che le ‘ospitate’ di strumentisti e musicisti di alta qualità, desiderosi di macchiarsi di musica leggera suonando sul palco coi Nostri, si son fatte sempre più comuni. Da Marcello Bono (il più grande ghirondista barocco d’italia), passando per Luca Pighi (batterista degli E102 attualmente in pianta stabile con JCO alle percussioni) e Roberto Lanciai (dalla Meshuge Klezmer Band, anche lui ospite ormai fisso nel line up di JCO) per arrivare a Ed Jones, sopraffino sassofinista britannico noto soprattutto per la sua militanza con pop-jazz combos del calibro di INCOGNITO e US3.

The Strambelly Kid

www.joyello.net/jco/sisenor.htm - informazioni: info@joyello.net - Dischi Strambelly Verona
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