Vendita Universal: si fa avanti la Apple Computer

Spunta, a sorpresa, un candidato serio quanto inatteso per l'acquisto della casa discografica numero uno al mondo: la Apple Computer di Steve Jobs, che solo qualche mese fa finì nell'occhio del ciclone per avere messo in commercio un software che, a detta dei discografici, incoraggiava i consumatori alla duplicazione selvaggia dei file musicali. Secondo le indiscrezioni che negli ultimi giorni circolano con insistenza sulla stampa americana (e in particolare sul Los Angeles Times), la celebre ditta californiana sarebbe ora disposta a versare una cifra compresa tra i 5 e i 6 miliardi di dollari (più o meno il giro d'affari annuo della Universal) per mettere le mani sul suo prezioso catalogo discografico; una proposta formale non sarebbe ancora pervenuta al management di Vivendi, ma sarebbe attesa entro il prossimo consiglio di amministrazione fissato per il 29 aprile. L'unica altra offerta pervenuta finora alla multinazionale francese è stata avanzata dall'imprenditore americano Marvin Davis (vedi News), che avrebbe offerto 13 miliardi di dollari per il 65 % dell'intera divisione entertainment, musica compresa.
Secondo le fonti raccolte dal Los Angeles Times sarebbero stati proprio i dirigenti di Universal a proporre inizialmente a Jobs una partecipazione societaria, dopo essere rimasti favorevolmente impressionati dalla chiarezza della sua visione strategica sul futuro dell'industria musicale e dalle potenzialità del servizio di musica digitale in abbonamento che la Apple si appresta a lanciare in collaborazione con tutte le major discografiche. Proprio questo progetto, che a livello di test ha raccolto grandi consensi tra gli addetti ai lavori per l'estrema semplicità d'uso del software, sarebbe la testa di ponte per l'ingresso diretto di Jobs e della sua azienda nel mercato discografico (anche se il sistema, utilizzabile dai possessori di Mac e di lettori MP3 iPod, dovrà necessariamente sviluppare una versione compatibile Microsoft per raggiungere un'adeguata penetrazione sul mercato). A differenza di alcuni colleghi e concorrenti, Jobs sembra essere fermamente convinto del fatto che la musica legale su Internet abbia un futuro radioso, soprattutto se si riuscirà ad abbattere (con il consenso delle etichette discografiche) i prezzi al pubblico del downloading: e guarda probabilmente all'ingresso nel mercato dei “contenuti” musicali come ad una chance importante per conquistare nuove aree di business e sfuggire alla posizione marginale a cui Microsoft l'ha relegata nel settore dei personal computer.
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