SIAE, le proposte di Gino Paoli: Cassa di Previdenza e incentivi al live

SIAE, le proposte di Gino Paoli: Cassa di Previdenza e incentivi al live

Il neo presidente della SIAE Gino Paoli ha promosso uno studio per verificare la possibilità di istituire una nuova Cassa di Previdenza degli autori che consenta agli stessi di versare contributi per maturare il diritto alla pensione. Lo ha ricordato lo stesso cantautore in un intervento pubblicato su Laflauta.it., blog gestito dalla docente e flautista jazz Anna Maria Dalla Valle che qualche giorno fa aveva inviato una lettera aperta al ministro per i Beni Culturali Massimo Bray suggerendo una serie di proposte per favorire le piccole attività musicali (ricevendo risposta diretta dal membro del governo). "Sono convinto che solo quando nella società civile ci sarà vera consapevolezza che il nostro è un LAVORO", aggiunge Paoli nella sua missiva, "sarà possibile ottenere il rispetto dovuto a chi deve veder compensato il frutto del suo impegno e veder riconosciute le battaglie non demagogiche che alcuni di noi conducono da molti anni contro la pirateria digitale e non".

Nella sua lettera, il presidente SIAE anticipa anche l'impegno "a presentare in tempi brevissimi una proposta che incentivi la musica dal vivo soprattutto in favore degli autori più giovani e nei luoghi dove più facilmente vengono chiamati a suonare", ribatte (in risposta a una dichiarazione dello stesso Bray) che il diritto d'autore non è una tassa ("Sono certo che si è trattato di una semplificazione per amor di sintesi, avendo avuto modo di recente di confrontarmi con lui e conoscerne la notevole sensibilità") e risponde alle considerazioni della Dalla Valle sostenendo che "non esistono autori di serie A o di serie B", in quanto la SIAE "non può operare una ripartizione dei diritti sulla base di parametri qualitativi, ma deve e può esclusivamente operare rispetto all'utilizzo dell'opera". Paoli ricorda che "la quota associativa (che era ferma da oltre 10 anni) è stata portata da 100 a 150 euro, mentre è stata dimezzata (da 100 a 50 euro) la quota per conferire mandato di tutela delle proprie opere (...). L'unica differenza tra associati e mandanti riguarda la possibilità di partecipare alla vita associativa attraverso il voto per l'elezione degli Organi Sociali. Il significato dell'operazione è proprio quello di favorire i giovani autori che, spendendo un terzo rispetto agli associati, potranno usufruire degli stessi identici servizi e della stessa tutela delle proprie opere".

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