Faccia a Faccia: ecco le risposte di Carmen Consoli ai lettori di Rockol

Faccia a Faccia: ecco le risposte di Carmen Consoli ai lettori di Rockol
Sono state numerose le domande che i nostri lettori hanno mandato in redazione per il Faccia a Faccia con Carmen Consoli, organizzato dal ViviMilano lo scorso martedì 1 aprile (vedi News) alla Salumeria Della Musica. Purtroppo questioni di tempo hanno costretto prima la nostra redazione, poi il giornalista moderatore dell'incontro, Andrea Laffranchi, a sceglierne solo alcune tra quelle selezionate.

Di seguito trovate le domande dei navigatori di Rockol scelte (corredate ciascuna dal nome del proprio autore) e le risposte che una scatenata e generosa Consoli ha dato ad ognuna di esse.

So che verrai a Londra per una data in aprile, in un locale molto popolare. Quali sono le tue aspettative nei confronti del pubblico inglese e del mercato britannico? Ci sono modifiche alla scaletta del concerto o alla resa dei brani? (Marcello Bianchi)
Non ho mai avuto una grande simpatia per le parole “sfondare”, “mercato” e “business”. E credo che il mio successo in Italia sia stato principalmente il risultato di tanta fatica e di tanto lavoro… Ricordo ancora il mio primo tour, “Due parole”, fatto con un furgone come quello che stiamo usando adesso, che andava a 50 km orari e si fermava ogni 100 km; ogni sera io dovevo caricare il mio amplificatore e poi smontarlo… una fatica incredibile!.
All'estero dovrò fare la stessa cosa: ripartire da zero, incominciando a suonare nei locali perché là non mi conosce nessuno.

Nella musica io sono poi molto romantica: mi piace l'idea di prendere il furgone e andare a suonare in un'altra città, senza aspettarsi grandi risposte dal pubblico. Un po' come stiamo facendo adesso: siamo partiti, contando solo sulle nostre forze, ed io non ho voluto chiedere nulla alla casa discografica.
In questo momento m'interessa, infatti, lavorare sulla mia credibilità: cominciare con poco e con calma, suonando nei piccoli club, senza pensare di dovere andare in radio e di dover vendere centinaia di copie.
Spero di poter diventare un'artista di nicchia. Per quest'avventura all'estero mi sono ispirata alle esperienze che hanno fatto fuori dall'Italia Paolo Conte e Roy Paci. Mi piace molto l'idea di poter fare lo stesso loro percorso… Non miro a “sfondare”, non credo che sfonderò più: ormai ho trent'anni (non è che sono vecchia, per carità!), ma non voglio emulare Jennifer Lopez: non ho le cosce e non ho l'età!
Voglio solo fare la mia musica, e se avrò 100 persone davanti ad ascoltarmi durante i miei concerti, sarò felice lo stesso.

Durante le esibizioni parlerò sia in italiano che in inglese, e proporrò canzoni in diverse lingue… anche in siciliano!

Cara Carmen, volevo sapere se potessimo fare l'amore insieme. Oppure preferisci sposarti, prima... (Massimiliano Nuzzolo)
Beh, allora… prima lo devi chiedere al mio papà! E poi l'amore prima del matrimonio… una prima si deve sposare!

Mi ha sempre colpito il fatto che tu e i tuoi musicisti utilizzate sempre chitarre molto in voga negli anni '60, in particolare le Rickenbaker. Il tuo amore per esse è legato al ricordo dei grandi musicisti che le hanno utilizzate come Byrds e Beatles o ad altre ragioni? (Michele Bulgari)
Rispondo a nome di Massimo Roccaforte, che è l'appassionato di Byrds, Beatles, Tom Verlaine e R.E.M. del gruppo, e ama moltissimo il connubio Rickenbacker e voce. Adesso ha appena acquistato una chitarra a dodici corde e il sitar (sta avendo il suo momento mistico!).

Catania ha sempre dimostrato una forte simpatia per certi tipi di strumenti: la moda catanese, fin dai tempi di mio padre (che è un chitarrista) ha sempre prediletto strumenti vintage, e non c'è mai stata una passione vera per chitarre ultra moderne o con la paletta mozzata. La chitarra doveva essere rigorosamente usata e non nuova. Neanche nei negozi ci sono molte chitarre o strumenti “moderni”… non ci sono nemmeno amplificatori a transistor. E poi la musica a cui sono legata io è quella di Janis Joplin, Cream, Jimi Hendrix, Creedence… Quindi, il catanese non mette il chorus stereo in un Jazz Chorus Roland con GP8 e chitarra a punta contundente… E' possibilmente molto meno tecnico di tanti chitarristi del nord.

Ti ho visto sei volte in concerto e ogni volta è stata un'emozione diversa. Proprio durante un live hai fatto alcune cover in maniera stupenda. La mia domanda è: hai mai pensato di fare un disco di cover ? (Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Pearl Jam ecc... ) (Nello, Firenze)
No, non credo che farò mai un disco di cover: mi piace molto suonarle dal vivo e durante i concerti, a volte, dedico loro una mezz'oretta, ma non credo che farò mai un album di sole cover.


Del tuo rapporto con i fans hai sempre parlato, di quanto sia stretto... i raduni ogni anno, il tanto tempo dedicato a loro prima e dopo i concerti. C'è un gesto di un fan che ti ha realmente colpita e che ricordi con particolare piacere? (Marta Venturini)
A questo punto, allora, chiamo sul palco con me Micol, che è una delle mie più assidue fan e che vedo presente anche qui, oggi.
Uno dei gesti più belli che ricordo da parte dei fan è proprio legato a lei: in una circostanza poco felice, dopo la morte di alcuni ragazzi in un incidente stradale, Micol ha avuto l'idea di piantare un albero tutti insieme con altri ragazzi, ed è stato molto bello. Conosco Micol da quando aveva 15 anni, ora ne ha 22 e si sta per laureare. Io cerco d'instaurare sempre un rapporto più amichevole che altro, perché diversamente non m'interesserebbe. Ogni tanto, come dice lei, faccio la “sola” e non mi fermo a parlare dopo le esibizioni, ma perché magari sono stanca: è pesante tenere una chitarra di nove chili sul palco!


Ora che ti sei avventurata anche nel mercato estero, hai mai pensato di fare un duetto con qualche altro o altra artista del panorama internazionale? Se sì con chi? (Davide)
Mi piacerebbe duettare con Caetano Veloso, ma credo che lui abbia ben altri interessi in questo momento. Oppure con Aretha Franklin, ma, purtroppo, non sempre trovo il tempo di fare questi incontri!

Scherzi a parte, è bello duettare con chiunque perché non sai mai quel che succede… E spesso è proprio da chi meno te lo aspetti che arrivano le cose più belle.

Per questo mi piacerebbe davvero duettare con tutti… Ho un bellissimo ricordo, per esempio, di una collaborazione che ho fatto con Elisa: dovevamo cantare insieme “Mrs Robinson” in una trasmissione televisiva. Lei ha una voce da angelo e, senza averlo studiato prima, ha improvvisato il controcanto sul mio cantato: lei ha cantato una terza improvvisando sulla mia voce, che è una cosa veramente difficile. Di quest'esperienza mi è piaciuta la "facilità" di Elisa: lei sorrideva e guardava la mia bocca per cantare con i tempi giusti e il duetto è venuto bene. Quando poi da una collaborazione come questa nasce stima, e allora è ancora più bello.


Mi piacerebbe, per il futuro, avere la fortuna di poter collaborare ancora con persone che sappiano trasmettermi passione per la musica e la voglia di continuare a fare il mio lavoro.



Prossimamente, Rockol pubblicherà - sul canale Streaming - il video dell'incontro con Carmen Consoli.
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