Elvis Costello e 'Wise up GHOST' con i Roots: l'intervista

Elvis Costello e 'Wise up GHOST' con i Roots: l'intervista

E’ uno dei dischi più attesi di questa nuova stagione di musica: Elvis Costello e i Roots sono di generazioni diverse, hanno una credibilità enorme e il loro è un “marriage made in heaven”, come direbbero gli americani. Si sono incontrati allo show TV di Jimmy Fallon, dove i Roots sono “resident band” e interagiscono con gli ospiti musicali del programma. Si sono trovati, hanno iniziato a suonare - ed è nato “Wise up GHOST”, in uscita per la Blue Note il 17 settembre. Qualche settimana fa abbiamo incontrato Elvis Costello a Londra, nel bar del Sanctum Soho Hotel, assieme alla stampa europea.



Quando avete iniziato a suonare assieme avevate idea di fare un album intero?
No: ero contento dell’ultimo disco - non avevo idea. Abbiamo iniziato a registrare in questa piccola stanza dove i Roots fanno tutto e hanno tutti il loro equipaggiamento. Ci eravamo incrociati in Tv, al “Late Night with Jimmy Fallon”, dove i Roots avevano preparato un loro grande arrangiamento della mia “High Fidelity”, poi ci siamo ritrovati altre volte sempre da Fallon, una con John McLaughlin, e una a suonare brani di Bruce Springsteen. Mi sono sorpreso da come le performance da Jimmy Fallon si sono diffuse su YouTube, con la gente che ne parlava a distanza di settimane - è bello che siano arrivata a molta più gente del pubblico del programma TV.
Dopo questa terza volta, è venuta fuori l’idea di fare un disco assieme, e ho iniziato a mettere assieme appunti, collage, testi e mi sono enusiasmato all’idea.

I Roots erano già tuoi fan, giusto?
Si: mi hanno fatto paura mostrandomi un iPod che conteneva tutto il mio catalogo, b-side comprese. Nel disco ci sono molto campioni dai miei dischi, ma non solo: abbiamo campionato senza limiti. E sopra ci sono citazioni strumental e non dalle mie canzoni. La citazione è una cosa naturale, nella musica.

Come ti sei trovato con Questlove, il leader dei Roots?
Beh, prima vedi tutte le differenze, poi vedi le somiglianze. Siamo cresciuti in famiglie di musicisti, quindi entrambi pensiamo alla musica come a qualcosa di magico e quotidiano allo stesso tempo. Ci sono molte band che suonano bene, ma è raro trovare qualcuno che lo fa con così tanta intelligenza e autoironia.
Abbiamo iniziato con voce e batteria, poi abbiamo costruito le altre parti: è stato tutto un work in progress, una sorta di tuffo alla cieca. Il fatto che abbiamo inciso un disco senza dirlo a nessuno è stato fondamentale: non c’erano aspettative e, ad essere onesti, neanche noi eravamo sicuri di quello che stavamo facendo....

L’immaginario del disco è violento, policizzato, trasmette un forte senso di disagio...
Ho voluto incorporare nel disco versi e idee provenienti da altre canzoni, così ho usato la tecnica del collage. Alcuni significati delle mie vecchie canzoni oggi sono diventati realtà, e nel contesto attuale sono ancora più disturbanti. Oggi vengono fatti gli stessi errori. Ma c’è anche molto humor, e la speranza che le cose non saranno così terribili come in passato.

Farete un tour assieme?
Ci sono molti fattori, tra cui soprattutto i piani della NBC per lo show di Jimmy Fallon. Quando il disco uscirà, ci sarà gente che vorrà sentirlo dal vivo, ma non deve sucedere subito. Non siamo più ai vecchi tempi in cui il disco andava promosso dal vivo la settimana dell’uscita.

Prossimi progetti, oltre a questo disco?
Beh, non sono mai a corto di idee. Ho solo preso una pausa dall’incidere dischi mentre andavo in tour nei teatri. Il fatto è che non ho più un contratto discografico a lungo termine e non ne ho più voglia. Anche questo disco è un “one-off”, e se funziona potremmo fare nuovamente così in futuro. Ma d’ora in poi a voglio lavorare senza la pressione di consegnare un disco a scadenze precise.

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