Il pianeta sta morendo, c'è ancora poco tempo per salvarlo (le stime degli scienziati parlano di 30 anni), ma uniti possiamo ancora fare qualcosa: questo è il messaggio forte ma positivo che Simon, assieme a tutti gli artisti che hanno partecipato (e parteciperanno) all'iniziativa, vogliono trasmettere al mondo. Il progetto “Gaia” (dal nome latino della divinità greca Gea, che indicava la Terra) oltre alla compilation omonima, prevede la pubblicazione di due libri (uno sarà un testo scolastico, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo), la realizzazione di un film documentario (la cui voce narrante sarà quella dell'attore Jean Reno), di cinque marce ambientaliste (la prima delle quali partirà il prossimo 2 maggio alla volta dell'Himalaya) e di una grande tournée mondiale, intitolata “Concerto per il pianeta”, che inizierà la prossima estate da Versailles.
Fra gli artisti che hanno aderito e partecipato gratuitamente all'iniziativa ci sono esponenti del jazz, del rock, del pop e della world music tra cui Cesaria Evora, Manu Dibango, Lulendo e Steve Shehan (entrambi presenti alla conferenza di oggi), James Wood, Andreas Wollenweider, Heather Small, Angelo Branduardi e Paolo Fresu.
Giacchino di renna, capelli lunghi sciolti sulle spalle, il produttore francese, che per finanziare il progetto ha venduto il suo catalogo editoriale alle Emi, ha spiegato: “Non mi considero un eroe, sono una persona normale che ha sentito il dovere di fare qualcosa, ed ha pensato di farla con lo strumento che conosce meglio, cioè la musica. Per me la musica è spiritualità, è un linguaggio universale e può parlare a tante persone diverse. Io come songwriter, come voi come giornalisti, abbiamo una grande responsabilità nei confronti del mondo e abbiamo il dovere di impegnarci per le cause giuste”.
Spiegando nel dettaglio la nascita della compilation “Gaia”, Alan ha spiegato: “Ogni anno vengono realizzate tante compilation senza nessun progetto alla base: questa ce l'ha”. Il disco, che uscirà fra marzo ed aprile in 30 paesi, contiene 20 brani, scritti dallo spesso produttore.