C'è anche spazio per una riflessione politica: «Quando siamo andati sul palco per difendere il Tibet abbiamo cantato con il pugno chiuso, simbolo di tolleranza e di libertà. E alloa ci siamo chiesti: ma una volta in Cina non usavano lo stesso gesto? Già, e ora sono dall'altra parte. Dalla parte degli oppressori».
Notizie
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11/11/1998
Intervista ai R.E.M. Su 'La Repubblica'
"La Repubblica" propone un'intervista a Michael Stipe dei R.E.M.. Il cantante spiega che l'ultimo album "Up" «è un disco che abbiamo quasi "dovuto" fare. Non poteva che uscire così, strozzato tra i dubbi, ammalato di personalità, in piena sintonia con quello che è accaduto al nostro gruppo dopo diciotto anni di continua stabilità». L'abbandono di Bill Berry è decisamente stato uno choc per la band georgiana: «Ci siamo chiesti cosa potevamo avere commesso per meritarci una cosa del genere. Di sicuro abbiamo avuto paura di smettere, ma anche di proseguire. (...) E non è un caso che tutte le parole del disco siano legate al problema dell'identità che non si trova».
C'è anche spazio per una riflessione politica: «Quando siamo andati sul palco per difendere il Tibet abbiamo cantato con il pugno chiuso, simbolo di tolleranza e di libertà. E alloa ci siamo chiesti: ma una volta in Cina non usavano lo stesso gesto? Già, e ora sono dall'altra parte. Dalla parte degli oppressori».
C'è anche spazio per una riflessione politica: «Quando siamo andati sul palco per difendere il Tibet abbiamo cantato con il pugno chiuso, simbolo di tolleranza e di libertà. E alloa ci siamo chiesti: ma una volta in Cina non usavano lo stesso gesto? Già, e ora sono dall'altra parte. Dalla parte degli oppressori».