Elezioni in SIAE, iniziano le grandi manovre

A oltre sette anni di distanza dall'ultima consultazione elettorale e dopo quattro travagliate stagioni di commissariamento straordinario sotto la guida di Mauro Masi (vedi News), la società degli autori si appresta finalmente a scegliere i suoi nuovi organi sociali, con democratiche elezioni, il prossimo 8 giugno. E poiché la presentazione di liste e candidature è fissata per il 24 aprile, le grandi manovre sono già in pieno svolgimento. Senza troppo costrutto, finora, tanto che qualcuno prefigura il rischio di una “balcanizzazione” dell'ente, frantumato in una miriade di fazioni e partitini contrapposti (anche perché cambiano le modalità di elezione: cabine elettorali allestite in ogni provincia in luogo del tradizionale voto espresso per delega o per corrispondenza). Altri “insiders”, invece, sembrano convinti che alla fine saranno due gli schieramenti a fronteggiarsi su questioni sostanziali di programma nel settore musicale, che da solo esprime la metà degli eletti all'assemblea dell'ente (32 membri su 64, 16 autori e altrettanti editori).
Sembra infatti che l'EMA, l'associazione editoriale di cui fa parte la major Warner Chappell e che recentemente ha cambiato presidente (Franco Daldello, Peer-Southern, al posto di Federico Monti Arduini, Cafè Concerto), stia tentando un nuovo riavvicinamento con i transfughi della FEM (BMG Ricordi, EMI Music Publishing e molti altri): ma si dice anche che le due parti siano ancora lontane da un punto di incontro e che, di conseguenza, si presenteranno separate alla tornata elettorale. La FEM può contare su un patto consolidato d'alleanza con l'Anem, associazione di editori indipendenti ben radicata soprattutto nel mondo dei produttori di dance music, ma anche con L'Associazione e SNAC, organizzazioni degli autori presiedute rispettivamente da Gino Paoli e Franco Migliacci; mentre l'EMA, se resterà su un fronte contrapposto, dovrà cercarsi altri alleati (ACEP e AIDEM, per esempio).
Qualche movimento interessante, intanto, viene segnalato anche a livello più “underground”, nella galassia dei piccoli autori (oltre 30 mila, identificati dall'entità degli incassi SIAE maturati in un anno, sotto i 15 mila euro) a cui il nuovo regolamento elettorale garantisce cinque rappresentanti in assemblea. Feudo incontrastato, fino ad oggi, di personaggi del sottobosco musicale spesso portatori di interessi particolaristici o utilizzati, loro malgrado, come “manovalanza” votante in sede di commissioni di sezione, questa fetta di mondo autorale potrebbe portare alla ribalta per la prima volta personaggi di rilievo della scena rock e indipendente, che mai prima d'ora hanno messo il naso nelle faccende SIAE ma che rappresentano sempre più una realtà incontestabile del mercato: si sa già, per esempio, che la Fondazione Arezzo Wave è al lavoro per aggregare una lista di candidati selezionati nel panorama “alternativo” locale; e che anche le forze indipendenti che ruotano intorno al collettivo Audiocoop stanno organizzandosi al riguardo (in alleanza proprio con l'ente presieduto da Mauro Valenti, o più probabilmente in piena autonomia). C'è la possibilità concreta, insomma, che in assemblea non siedano più soltanto i soliti noti (per quanto prestigiosi), ma anche qualche nome nuovo dotato dei necessari requisiti di credibilità e in grado di rappresentare punti di vista che, finora, in SIAE hanno avuto ben poca eco.
Con le liste ancora da compilare, è naturalmente impossibile fare pronostici sensati a proposito di chi succederà al commissario straordinario Masi sulla poltrona presidenziale. Ma già qualche voce si è fatta sentire, invocando la scelta di un autore/musicista di prestigio e super partes per la carica più alta della società, in luogo dei manager delle edizioni musicali: un Ciampi della musica, insomma, che possa mettere d'accordo maggioranza e opposizione.
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