BMG e nuovo cinema italiano: questione di feeling

Chi frequenta con assiduità le sale cinematografiche e ha la pazienza, a fine proiezione, di aspettare i titoli di coda se ne sarà sicuramente accorto. Le colonne sonore degli ultimi film di Gabriele Muccino, Ferzan Ozpetek e Gabriele Salvatores recano tutte lo stesso marchio, quello di BMG Ricordi: che può ben aspirare, a questo punto, al titolo di etichetta di riferimento di certo nuovo cinema italiano. Merito, sicuramente, della collocazione geografica della casa discografica, l'unica ad avere i suoi quartieri generali nella capitale; ma anche dell'arruolamento di Marco Cestoni, che da poco meno di un anno (vedi News) è tornato a prestare servizio per l'azienda diretta da Adrian Berwick nel ruolo inedito - non l'unico, nella nuova BMG - di collaboratore alla divisione "repertorio locale" per lo sviluppo, appunto, dei progetti cinematografici.
Cestoni, romano, trascorsi come giornalista musicale (è stato redattore capo di Ciao 2001) prima delle esperienze discografiche in BMG (1991-94, per il catalogo Geffen/MCA) e in Virgin (1994-2002) si può definire ormai un vero e proprio specialista del genere. E comincia a godersi i frutti dei rapporti sviluppati in anni di frequentazioni con il mondo della celluloide. “Ricordati di me” (musiche originali di Paolo Buonvino, canzoni di Pacifico e di Elisa: l'eccellente cover di “Almeno tu nell'universo”) ha già superato le 20 mila copie vendute: “La finestra di fronte” (musiche di Andrea Guerra, coautore con Giorgia della canzone che chiude il film di Ozpetek, "Gocce di memoria") ha toccato le 15 mila. Risultati tutt'altro che trascurabili nel segmento fino a poco tempo fa quasi ignorato delle soundtrack e della musica da cinema: che oggi (Carmen Consoli e Tiromancino insegnano) comincia invece a giocare un ruolo importante nella crescita di popolarità e di credibilità pubblica di certi artisti.
“La mia passione per le colonne sonore”, racconta Cestoni, “risale a tanti anni fa. Ai tempi della Virgin, approfittando dell'appartenenza allo stesso gruppo industriale, avevo sviluppato una proficua collaborazione con la EMI Music Publishing, che su questo fronte è molto attiva. E con loro ho continuato a lavorare anche dopo essermene andato: insieme abbiamo cercato di dare uno scossone a un mercato che era sempre stato visto come una nicchia , un territorio di caccia riservato ai grandi nomi della musica strumentale come Morricone e Piovani”.
Ora, invece, oltre alla “new wave” di compositori (Guerra, Buonvino, Ezio Bosso: che ha scritto le musiche per “Io non ho paura” di Salvatores) si cimentano sempre più volentieri su questo terreno anche i grandi nomi del pop. “Come da anni succede negli Stati Uniti, in Francia e in Inghilterra”, osserva Cestoni. “Giorgia, per esempio, ha voluto esserci a tutti i costi, nel film di Ozpetek. E Ferzan ha lavorato con lei a stretto contatto, come fa con i suoi attori: abbiamo avuto la fortuna di veder emergere una generazione di giovani cineasti che condivide i nostri gusti e il nostro retroterra. Le canzoni di Mia Martini, di Mina e di Nada, per esempio, sono scelte personali ddei registi. Non è stato altrettanto facile convincere i produttori, in alcuni casi: per loro la musica è sempre l'ultima cosa, quando nel budget non ci sono più soldi da spendere. Quando le persone da mettere d'accordo su un progetto si moltiplicano, rispetto ad un normale lavoro discografico, le complicazioni aumentano”.
Sui progetti in cantiere, Cestoni – che ha recentemente lavorato a fianco di altri registi emergenti come Marco Filiberti e Emanuele Crialese - preferisce non sbilanciarsi: “In questo settore tutto va in porto o si disfa nel giro di una settimana: la musica arriva all'ultimo momento, in fase di montaggio, e i ripensamenti sono all'ordine del giorno”. E la concorrenza, lo preoccupa? “Alcuni, come Caterina Caselli, sono già molto agguerriti. Gli stessi produttori di cinema oggi guardano le classifiche dei dischi più venduti e avanzano richieste che prima non si sarebbero sognati. Si sono aperti degli spazi, e questo va bene per tutti”.
Dall'archivio di Rockol - Artisti che odiano i loro successi: 11 casi da manuale
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.