SXSW: gli interventi di Daniel Lanois, Liz Phair e Lyle Lovett

SXSW: gli interventi di Daniel Lanois, Liz Phair e Lyle Lovett
“In ogni momento si apre una nuova finestra di opportunità. Sta agli innovatori cogliere quel raggio di luce, spalancare le imposte e fare qualcosa di fresco”. Poche sentite e chiare parole in mezzo a molta musica da parte del “keynoiter” più atteso a Austin in occasione del “South by South West Music and Conference Festival” (SXSW). Fedele alla propria missione, Daniel Lanois si è presentato al pubblico (un misto tra addetti ai lavori, artisti emergenti e fans) armato di 'pedal steel', Gibson Les Paul e omnichord Sho Bud 10 Stringer, con i quali si è aiutato per presentare qualche anteprima del suo prossimo album “Shine”, dopo essere stato introdotto dal bluesman Cedell Davis raggiunto a sorpresa di Peter Buck dei R.E.M.. Tra i pezzi suonati dall'artista-produttore canadese, “Trasmitter” e l'autobiografica “Sometimes”. In mezzo, su richiesta degli astanti, qualche aneddoto gustoso su U2, Bob Dylan, Neil Young e Neville Brothers – ovvero: i fiori all'occhiello della sua carriera di produttore. Al cospetto di cotanta anima e sostanza, gli si può quasi perdonare il buffo vezzo di parlare di sé in terza persona…
Liz Phair ha anticipato qualche pezzo dal suo prossimo album “Liz Phair”, in uscita alla fine di giugno, definendolo un “best of”, in quanto si tratta di “una collezione di demo raccolti in cinque anni di carriera”, e spiegando perché impiega molto tempo a pubblicare dischi (il più recente è “Whitechocolatespaceggs”): “Sono molto cerebrale, mi piace riconsiderare con calma le cose, non posso essere inscatolata”. Il primo singolo sarà “Extraordinary”, prodotto da the Matrix, mentre ha destato qualche perplessità la “versione in prosa” del brano “Hot white cum” (“Bianco caldo sperma”, potremmo tradurre) che, nella visione di Phair, parla “di una gioiosa esplosione di amore” e che, secondo l'artista, ha uno scopo preciso perché “le artiste devono infrangere le barriere per fare sì che l'esperienza femminile sia più importante” (sic).
Lyle Lovett è il personaggio che ci ha colpito di più. Chiamato a giocare “in casa”, è stato protagonista dello spazio “Interview”, in cui ha ripercorso la sua carriera e ha parlato senza reticenza di qualsiasi tema gli venisse sottoposto. Brillante, carismatico, composto ma sorridente come quasi mai appare sulla scena e sui media, l'artista texano ha deliziato la folla con la sua esilarante imperturbabilità, raccontando quanto non si è visto della sua esperienza ai Grammy di qualche anno fa : “…quando i direttori di scena della televisione ti dicono di fare qualcosa, devi obbedire, altrimenti esplode un disastro. Se ti dicono: 'Al tre, tutti seduti!', al tre devono essere tutti seduti. E così, a un certo punto c'era Kenny G con la moglie che stava cambiando posto proprio mentre dal megafono usciva l'ordine 'tre, due, uno…'. Kenny G si trovava esattamente di fronte a me, e al “tre” ha obbedito: mi si è seduto in grembo ed è rimasto là fino allo spot pubblicitario successivo. Io sono restato fermo e non gli ho detto nulla”.
Lovett, elegante e convincente anche quando gli è stato chiesto conto del suo periodo con Julia Roberts e della conseguente sovraesposizione del suo personaggio sui tabloids, non ha potuto sottrarsi al confronto indiretto con la conterranea Natalie Maines delle Dixie Chicks, le cui dichiarazioni sul presidente Bush hanno scatenato violente reazioni (v. News), e ha così commentato l'episodio: “Natalie è una ragazza dolcissima e una persona veramente come si deve. E' possibile che la sua dichiarazione sia avvenuta in circostanze di stress, o che le sia stata sollecitata. Ma non è questo il punto. Io credo che essere un personaggio pubblico non implichi esporre automaticamente le proprie posizioni personali e politiche, perché ci sono tempo luogo e voci consoni per dare a temi così importanti un tono e un taglio adatti al loro peso. Premesso ciò, rispetto quello che ha detto Natalie, anche se ho totale fiducia che il nostro presidente agisca in buon fede. Ho avuto l'occasione di sedere a cena al suo tavolo insieme alla sua famiglia, e mi ha fatto una buona impressione. Sono certo che creda di fare il meglio per noi e per il nostro paese. Ciò premesso, prego perché non venga sparato un solo colpo”.
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