Gogol Bordello, è guerra: Eugene Hutz querelato dall'ex chitarrista Oren Kaplan

Gogol Bordello, è guerra: Eugene Hutz querelato dall'ex chitarrista Oren Kaplan

Citando Lolli, se gli zingari felici Gogol Bordello li abbiamo visti (pubblicamente) praticamente sempre, scoprirli ai ferri corti l'uno contro l'altro è praticamente una novità. Eppure è successo: primo testimone della lotta semi-intestina alla gipsy punk band di origini est europee ma ufficialmente residente nella Grande Mela è stato il Courthouse News Service, bollettino giudiziario newyorchese, che ha riferito come il collettivo sia scosso da un conflitto finito nientemeno che nelle aule del tribunale di Manhattan.

I fatti: stando a quanto riportato, l'ex chitarrista Oren Kaplan (nella foto) avrebbe citato in giudizio il frontman Eugene Hutz per l'appropriazione indebita di mezzo milione di dollari appartenente al gruppo. Stando alla denuncia dell'artista, il cantante avrebbe trasferito da un fondo comune intestato al gruppo diverse somme di denaro per poi dirottarle - contabilizzandole come prestiti - su altri fondi intestati a società controllate solo da lui. Sempre secondo la denuncia, oltre al danno sarebbe stata aggiunta la beffa: Hutz, a nome del gruppo, si sarebbe anche auto-stipendiato per aver svolto il ruolo da intermediario in queste operazioni.

Rimane il fatto che Kaplan, a conti fatti, non faccia più parte della band dallo scorso anno. "Hutz ha illegalmente escluso il querelante dal gruppo", è stata la motivazione addotta dai legali di Kaplan, che hanno spiegato come il frontman, approfittando della scomparsa della madre del chitarrista, avrebbe convinto il loro assistito a prendere una "lunga pausa" dalle attività del gruppo (poi rivelatasi un licenziamento), durante la quale avrebbe approfittato per realizzare - a sua insaputa - un brano per uno spot per la Coca Cola ("Let's get crazy", utilizzato per la campagna collegata ai campionati europei di calcio della scorsa estate).

In attesa di una replica del querelato, Kaplan ha depositato una richiesta di risarcimento pari a 950mila dollari.

Il gruppo sarà protagonista di tre date italiane tra Milano, Roma e Bologna alla fine del prossimo mese di novembre.

    Citando Lolli, se gli zingari felici Gogol Bordello li abbiamo visti (pubblicamente) praticamente sempre, scoprirli ai ferri corti l'uno contro l'altro è praticamente una novità. Eppure è successo: primo testimone della lotta semi-intestina alla gipsy punk band di origini est europee ma ufficialmente residente nella Grande Mela è stato il Courthouse News Service, bollettino giudiziario newyorchese, che ha riferito come il collettivo sia scosso da un conflitto finito nientemeno che nelle aule del tribunale di Manhattan.

    I fatti: stando a quanto riportato, l'ex chitarrista Oren Kaplan (nella foto) avrebbe citato in giudizio il frontman Eugene Hutz per l'appropriazione indebita di mezzo milione di dollari appartenente al gruppo. Stando alla denuncia dell'artista, il cantante avrebbe trasferito da un fondo comune intestato al gruppo diverse somme di denaro per poi dirottarle - contabilizzandole come prestiti - su altri fondi intestati a società controllate solo da lui. Sempre secondo la denuncia, oltre al danno sarebbe stata aggiunta la beffa: Hutz, a nome del gruppo, si sarebbe anche auto-stipendiato per aver svolto il ruolo da intermediario in queste operazioni.

    Rimane il fatto che Kaplan, a conti fatti, non faccia più parte della band dallo scorso anno. "Hutz ha illegalmente escluso il querelante dal gruppo", è stata la motivazione addotta dai legali di Kaplan, che hanno spiegato come il frontman, approfittando della scomparsa della madre del chitarrista, avrebbe convinto il loro assistito a prendere una "lunga pausa" dalle attività del gruppo (poi rivelatasi un licenziamento), durante la quale avrebbe approfittato per realizzare - a sua insaputa - un brano per uno spot per la Coca Cola ("Let's get crazy", utilizzato per la campagna collegata ai campionati europei di calcio della scorsa estate).

    In attesa di una replica del querelato, Kaplan ha depositato una richiesta di risarcimento pari a 950mila dollari.

    Il gruppo sarà protagonista di tre date italiane tra Milano, Roma e Bologna alla fine del prossimo mese di novembre.

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