“Non sono io a dovermi candidare, ma non nascondo che mi piacerebbe continuare a fare il direttore artistico. Il mio contratto scade stasera con la proclamazione del vincitore. Lavorare mi piace e non mi stanca, non intendo appendere le scarpe al chiodo e anche vedendomi in scena devo dire che non sono ancora da buttare. Il nuovo CDA Rai, nominato ieri, non mi sembra un consiglio ponte. Sarebbe stato disastroso, bisogna mettere mano al più presto su tutti i palinsesti, anche quelli delle fiction che vedremo tra due anni. Mi fa pensare che si voglia lavorare per la stabilità dell'azienda, che ci sia un progetto. Un CDA deve organizzare strutture interne che assicurino un futuro. Esistono nuovi comici, nuovi intrattenitori, bisogna trovare spazi dedicati ai giovani. Marco Maccarini, per esempio, mi ha favorevolmente impressionato. Una soluzione comica per la conduzione rischia di distrarre l'attenzione dalle canzoni. Il comico va bene quando si alterna al resto del programma e ha sempre bisogno di una spalla. Un po' come si faceva con Beppe Grillo. Non vorrei facessimo San scemo.”
Interrogato sui possibili eredi per la conduzione Baudo ha elogiato Gerry Scotti definendolo “il miglior presentatore della concorrenza con un fisico rassicurante. La fisicità è importante perché la televisione ha un difetto: si guarda”.
Sulle polemiche scatenate dalla FIMI a proposito delle giurie specializzate ha dichiarato che tutti i nomi dei componenti erano stati approvati dall'associazione che rappresenta le major discografiche.
Inevitabili le domande sul calo degli ascolti. “Non è un flop. C'è un calo indiscutibile. Abbiamo sbagliato clamorosamente a fare Destinazione Sanremo. Pensavo di avere materiale più consistente. Sono contento che abbiate apprezzato Patrizia Laquidara, ma le ho detto fin dall'inizio che il pezzo non era nelle sue corde. Avevo ragione visto che ha rotto il sodalizio con Bungaro, l'autore, perché non condivide la sua linea artistica”.
Il giudizio sulla qualità delle canzoni proposte dai giovani è totalmente negativo e coinvolge case discografiche e produttori: “onestamente non mi è piaciuto nemmeno un brano dei giovani. I produttori non sanno fare il loro lavoro. Avrebbero dovuto presentare 5 pezzi per ogni artista, invece non sanno programmare. Pensate che per Alina avevano presentato una canzone d'amore vero. E' giusto che non abbia vinto, ma ha delle capacità straordinarie. Canta con la pancia, sa usare il diaframma canterà tutta la vita”.